8 Aprile 1967 - Milano, Palalido


Scaletta dei 2 spettacoli:

 

(1st)

The Last Time

Paint It Black

19th Nervous Breakdown

Lady Jane

Get Off Of My Cloud

Yesterday's Papers

Ruby Tuesday

Let's Spend The Night Together

Goin' Home / Satisfaction

(2nd)
The Last Time

Paint It Black

19th Nervous Breakdown

Lady Jane

Get Off Of My Cloud

Yesterday's Papers

Ruby Tuesday

Let's Spend The Night Together

Goin' Home / Satisfaction



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Palalido 1967

 



FABIO TREVES:
"8 aprile 1967, ho visto da vicino gli Stones"

 

Sono passati 35 anni. I dettagli oggi sono un po’ sbiaditi ma le sensazioni di quell'indimenticabile giornata vibrano ancora nella memoria di coloro che hanno avuto la fortuna e il privilegio di viverla.

"Ho partecipato sia al concerto pomeridiano che a quello serale",

dice Fabio Treves, "il tutto si svolgeva al Palalido di Milano.

 



Sono arrivato prestissimo e con la mia macchina fotografica amatoriale mi sono piazzato dietro al palco. In quella zona, infatti, non c’era molta gente. E non ci sarebbe stata neppure durante i due concerti degli Stones. Non c’era neppure il servizio d’ordine: solo un paio di carabinieri. E questo contrastava con le fotografie che vedevo sui giornali specializzati dell’epoca che mostravano i concerti dei Rolling Stones con folle sterminate e piuttosto agitate".

Prima di loro suonavano gli allora giovanissimi Stormy Six ("Non erano ancora politicizzati", sottolinea Treves, "erano semplicemente uno dei complessi studenteschi più bravi di Milano") e anche un cantante che mai avresti detto: Al Bano.

 

"Sì, proprio lui", ammette Piero Casiraghi, maestro di tennis e inguaribile fan degli Stones anche lui come Treves presente allo storico evento. "Ricordo che c’erano i manifesti dei suoi fan con su scritto ‘Al Bano sei meglio dei Rolling Stones’. Non ci volevo credere: li trovavo blasfemi. Ero talmente appassionato, e anche un poco scriteriato, che per vedere i miei beniamini da vicino mi sono arrampicato su uno dei tralicci del Palalido e da lì, appeso, ho persino registrato tutto il concerto. Ho ancora la cassetta!" "Non c’era nessun controllo", conferma Treves, "ho potuto fotografare a mio piacimento."

Il concerto è stato piuttosto breve. "Non ricordo bene", dice Treves, "ma non penso sia durato più di un’ora. Mi pare che abbiano fatto pomeriggio e sera lo stesso spettacolo. In repertorio alcuni dei loro primi classici, la versione in italiano di Con le mie lacrime, una incantevole Lady Jane."

"Oltre al piedino di Jagger che batteva costantemente a tempo", ci tiene a precisare Casiraghi, "ricordo la figura carismatica di Brian Jones. Che emozione quando si è seduto per suonare il dulcimer in Lady Jane…"


"Non ho memorie particolari dello spettacolo", aggiunge Treves, "penso si sentisse piuttosto male: l’impianto Davoli che usavano era insufficiente per sconfiggere le lacune acustiche del Palalido e coprire le grida dei fan. Io son rimasto piuttosto colpito dai colori e dagli abiti del gruppo: erano tutti vestiti in quello stile new dandy, una sorta di versione europea del flower power. Brian Jones era una presenza, Jagger già si muoveva molto bene, Bill Wyman al contrario era assolutamente immobile. Niente da segnalare invece sul fronte Richards o Watts.

Se devo essere sincero, mi avevano maggiormente impressionato The Who, che avevo visto un paio di anni prima."




Brian Jones
Brian Jones al Palalido

Da “Repubblica” – Mercoledì 4 Aprile 2007


Fecero il tutto esaurito per entrambi gli show, con cinquemila paganti (costo del biglietto: 1000 lire). E anche nelle altre città, Bologna il 5 aprile, Roma il 6 e Genova il 9, raccolsero un gran numero di fan, nonostante i titoli dei giornali che, solo poche settimane prima, dopo scontri tra forze dell’ordine e pubblico avvenuti per i loro concerti a Helsinborg e a Vienna, annunciavano possibili tafferugli.

“Andò tutto liscio – ricorda Eugenio Finardi, che, allora diciassettenne, assistette allo spettacolo del pomeriggio – Di polizia non ce n’era neanche molta. Il concerto iniziò alle 16 e quando salirono sul palco ci fu un boato incredibile. La prima parte dello show io la vidi dalle tribune, poi però riuscii a farmi largo ed arrivare a pochi metri dal palco. Jagger era il mio idolo e volevo vederlo a tutti i costi da vicino. Alla fine mi misi persino a piangere. Conservo ancora un petalo di rosa che a un certo punto Mick lanciò tra il pubblico”

Milano era il quartier generale di tutto il tour italiano. Gli Stones arrivarono a Linate con un volo di linea da Vienna la mattina del 4 aprile. Jagger venne perquisito alla dogana per via del suo arresto nel febbraio 1967 per possesso di stupefacenti.

“Ma erano ben pochi a credere che gli Stones fossero quei delinquenti che si diceva. Beatles o Rolling Stones per noi contava soprattutto la musica”. Per quei concerti i gruppi di supporto erano gli Stormy Six, i New Trolls e Al Bano.

Eugenio Finardi


Articolo "Corriere della Sera"
9 Aprile 1967






 

Straordinari scatti sul palco del Palalido e nei backstage - Credits: Giovanni Liverani




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