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Indice  ~  Get Off Of My Cloud  ~  Pearl Jam

MessaggioInviato: 28 novembre 2015, 23:16
Avatar utenteMessaggi: 3948Iscritto il: 15 giugno 2006, 18:11
Concerti, Pearl Jam: due indizi che suggeriscono che la prossima estate suoneranno in Italia

http://www.rockol.it/news-649738/pearl- ... no-bologna


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MessaggioInviato: 11 dicembre 2017, 14:52
Messaggi: 168Iscritto il: 9 novembre 2013, 14:04
Presi due biglietti per Milano, ci sarà qualcuno?
Non ho ancora capito due cose:
perchè non hanno fatto acquistare il PIT;
dove cazzo si terra questo concerto?


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MessaggioInviato: 11 dicembre 2017, 15:34
Avatar utenteMessaggi: 3948Iscritto il: 15 giugno 2006, 18:11

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MessaggioInviato: 11 dicembre 2017, 15:38
Avatar utenteMessaggi: 3948Iscritto il: 15 giugno 2006, 18:11
pit credo esauriti dalla prevendita su livenation dei giorni scorsi..... poi magari ritornano disponibili
io ci sarò
ciao


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MessaggioInviato: 13 dicembre 2017, 15:18
Messaggi: 168Iscritto il: 9 novembre 2013, 14:04
Grazie mille Oscar.
Avrei preferito San Siro come nel 2014...
Mi sa che stavolta hanno osato troppo.
L'olimpico credo sia troppo grande per loro e alla fine Milano sarà quello con più gente.


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MessaggioInviato: 28 febbraio 2018, 15:23
Messaggi: 168Iscritto il: 9 novembre 2013, 14:04
Solito T1....Ora si trova il PIT per milano....solite inculate


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MessaggioInviato: 20 giugno 2018, 18:02
Messaggi: 168Iscritto il: 9 novembre 2013, 14:04
Ho letto dei problemi di voce di Vedder e del rinvio della seconda serata di londra.
Ma il concerto di Milano si fa????
Qualcuno ha notizie più concrete…mi pare non ci sia stata altra comunicazione dopo quella di ieri


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MessaggioInviato: 22 giugno 2018, 12:04
Avatar utenteMessaggi: 3948Iscritto il: 15 giugno 2006, 18:11
Eddie Vedder tutto ok :D

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MessaggioInviato: 24 giugno 2018, 11:30
Avatar utenteMessaggi: 1901Iscritto il: 20 dicembre 2010, 22:27
Pearl Jam, trionfo a Milano. Vedder ritrova la voce e per due ore è grande rock

SE QUESTA è la raucedine, abbasso il mentolo, l'eucaliptolo e anche il cortisone. Solo quattro giorni fa, i Pearl Jam avevano dovuto annullare un concerto a Londra per il calo di voce del cantante Eddie Vedder. E in Italia avevano tremato decine di migliaia: le persone che avevano già comprato il biglietto per i tre concerti italiani, stasera a Milano-Rho, domenica a Padova e martedì a Roma. Più ovviamente il promoter, Live Nation. Da quattro anni la band che assieme ai Nirvana negli anni Novanta aveva lanciato il grunge mancava dall'Italia, e le condizioni di Vedder mettevano tutto in discussione. Ebbene, chissà se Vedder non avesse avuto il mal di gola cosa avrebbe fatto, davanti a oltre 60mila persone che hanno per una volta riempito di nuovo quel trionfo della decadenza architettonica che è la fu area Expo, ormai mezza smontata e abbandonata a se stessa (dove si sta svolgendo il festival IDAYS, fino a domenica): più che cantare Eddie ha incantato, con una prestazione perfetta, di quelle che gli capitano spesso. La solita disperazione magnetica e ombrosa, la solita voce intensa, roca, tenera, delicata e incisiva, il solito carisma al contempo sbandierato e nascosto sul palco.

E pazienza se la raucedine comporta un taglio di una decina di canzoni rispetto alla alluvionale scaletta a cui i fan sono abituati da tempo. Sono tutti così contenti che il concerto si sia fatto che nessuno protesta. E poi più corto, per loro, vuol dire comunque un paio d'ore, tanti cantanti sono meno generosi anche da sani.

Si parte, a proposito di generosità e di impegno, da Eddie che in un italiano di buona volontà, ma decisamente alla Stanlio e Ollio, presenta «la nostra prima canzone», ovvero Release, che chiudeva Ten, l'album che li impose all'attenzione mondiale nel 1991 nello stesso periodo di quell'altra bizzarra band di quella bizzarra città che è Seattle, i Nirvana. Da lì, è un su e giù per i dischi che si sono susseguiti, anche se con una qualche attenzione in più proprio per il periodo degli anni Novanta, indubbiamente il loro migliore e più creativo. Manca anche l'ultimo singolo, Can't deny me, che anticipa il nuovo album, in uscita l'anno prossimo, manca Love boat captain, che nuova non è (2002) ma che nell'ultimo concerto pre-raucedine Vedder aveva cantato «sperando che risuoni nelle orecchie di Trump, che non ascolta musica e non legge libri, qualcuno potrebbe twittargliela?».

Ma la politica c'è, e come potrebbe mancare, quando a un certo punto intona The Wall dei Pink Floyd e modifica una frase in «Ehi, Nielsen, don't leave these kids alone» (“Nielsen, non lasciare questi ragazzini soli”), dove Kjersten Nielsen è la funzionaria del governo americano che si occupa dei bambini separati dalle famiglie alla frontiera del Messico. Anche per questo, ormai in chiusura subito prima di Yellow Ledbetter, i Pearl Jam intonano quello che è diventato quasi un loro classico, Rockin' in the free world. Scelto non solo perché è un capolavoro, ma anche perché la filosofia di Vedder è in fondo la stessa di Neil Young, un rock che non fa sconti a nessuno, impegnato, politico, però al contempo sensibile e malinconico. In mezzo c'è tutto – o tanto, diciamo– quello che un fan può desiderare: Black, Alive, Given to fly. Un viaggio anche negli stili, ora più anni Settanta, ora più punk, ora più folk.

Non si risparmiano niente, neanche la scena un po' alla De Filippi a due terzi della serata. Dopo I got shit, compare un foglio A4 scritto in stampatello in italiano, e Vedder si lancia a leggerlo: «Qui a Milano ho conosciuto quella che è diventata mia moglie e la mia migliore amica, e la madre delle nostre figlie, voglio farla salire sul palco». Arriva Jill McCormick, bellissima, ex modella, incontrata a Milano proprio a una sfilata, emozionatissima malgrado sapesse della trovata, e con una giacca di jeans che sulle spalle ha la scritta “I care of all, do you” che è una parodia, guarda un po', di una frase di Trump. E spunta una bottiglia di Veuve Cliquot (radical sì, ma anche chic) che Eddie stappa con tanto di schizzo di schiuma, e un paio di bicchieri - di carta - del brindisi, finiscono anche tra il pubblico. E poi sotto con Porch.

Una carrambata che gli si può perdonare perché, conoscendo Vedder, non è stata fatta per avere qualche cliccata in più qui e lì, ma con spontaneità. La stessa che mette in tutto il concerto, che chiude in un bagno di sudore, la t-shirt nera sotto la camicia scozzese gli resta appiccicata addosso. Camicia scozzese, ovvero ovviamente modello grunge. Perché per Vedder il grunge non è solo musica, ma anche uno stile di vita. Uno stile ormai morto, dice qualcuno. Ascoltato questo concerto viene da dire che sta benissimo, invece. Al massimo ha la raucedine.

Release (con i primi due versi in Italiano)
Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town
Do the Evolution
Given to Fly
Wishlist
Even Flow
Corduroy
Immortality
Eruption (Van Halen)
You Are
Daughter
Mankind (Stone Gossard alla voce)
I Got Id
Porch
Black
Alive
Rockin' in the Free World (Neil Young)
​Yellow Ledbetter

http://www.repubblica.it/spettacoli/mus ... 199775751/


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MessaggioInviato: 24 giugno 2018, 15:24
Avatar utenteMessaggi: 3948Iscritto il: 15 giugno 2006, 18:11
certo che lascia fuori dalla setlist "FOOTSTEPS" il miglior pezzo della serata..... :roll: :roll: :roll:


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