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Indice  ~  Get Off Of My Cloud  ~  Eric Clapton

MessaggioInviato: 30 marzo 2015, 15:05
Messaggi: 1783Iscritto il: 11 febbraio 2007, 4:36
Grande Clapton,l veramente grandissimo.

Speriamo che non si limiti alle date di Londra, dove non riuscirò ad andare, e faccia il pensiero di passare anche da noi.

Lunga vita a te, Manolenta!


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MessaggioInviato: 30 marzo 2015, 15:31
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MessaggioInviato: 30 marzo 2015, 16:10
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MessaggioInviato: 23 aprile 2015, 10:27
Messaggi: 33Iscritto il: 24 gennaio 2012, 4:22
So che e' un po' difficile comunque se qualcuno vende un biglietto ( a prezzo di acquisto) per la data del 20, del 21 o del 23 lo compro volentieri. lauryfer@ alice.it

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MessaggioInviato: 2 maggio 2015, 11:59
Avatar utenteSite AdminMessaggi: 3927Località: MilanoIscritto il: 6 gennaio 2006, 23:20
Madison Square Garden, New York - 01/05/2015

01. Somebody's Knocking
02. Key To The Highway
03. Pretending (with John Mayer)
04. Hoochie Coochie Man
05. You Are So Beautiful (Paul Carrack)
06. Cant Find My Way Home (Nathan East on Vocals)
07. Sheriff
08. Driftin'
09. Nobody Knows You When You're Down And Out
10. Tears In Heaven
11. Layla
12. Before You Accuse Me (with Jimmie Vaughan)
13. Wonderful Tonight
14. Let it Rain (Doyle & Derek)
15. Crossroads
16. Little Queen Of Spades
17. Cocaine
18. High Time We Went

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MessaggioInviato: 2 maggio 2015, 13:43
Messaggi: 1783Iscritto il: 11 febbraio 2007, 4:36
che bello Clapton! Grande set list!
Ma perche' non torna dalle nostre parti? che gli abbiamo fatto di male? :cry:


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MessaggioInviato: 2 maggio 2015, 16:03
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Effettivamente la scaletta è ottima, accontenta tutti.
Pezzi blues, lenti, classici del suo repertorio.
Vorrei vederlo con Steve Winwood! Spettacolo.


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MessaggioInviato: 20 maggio 2015, 1:03
Avatar utenteSite AdminMessaggi: 3927Località: MilanoIscritto il: 6 gennaio 2006, 23:20
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Eric Clapton - 17 Maggio 2015 - Londra, Royal Albert Hall

Era dal 2005, quando tentai senza successo di prendere i biglietti per la reunion dei Cream, che aspettavo il momento di assistere ad un gran concerto alla Royal Albert Hall di Londra.
Dopo oltre dieci anni, proprio in occasione delle celebrazioni per il suo 70esimo compleanno, riesco a realizzare il sogno e prendo parte al concerto Nr 201 di Mr Slowhand in questa leggendaria location, costruita nel 1871, probabilmente il posto piu "antico" in cui ho assistito ad uno show e da noi definito semplicemente "the best place ever".
In effetti sembrava di essere alla Scala del Rock, nel vero senso della parola, un teatro storico a forma circolare con i palchi su 3 livelli (alcuni comprensivi di bar privati), solo che, anziche essere rinomato per la musica classica, e' il templio del patrimonio artistico inglese.

Dopo anni di pellegrinaggi per una semplice foto all'esterno, questa volta varco l'ingresso munito di biglietto, e che biglietto, posti nell'Arena centrale!
Emozionato nell'ammirare gli innumerevoli quadri appesi ai "parlanti" muri di mattone rosso: da Albert Einstein che tiene un discorso nel '33 alla locandina di Cassius Clay nel '71, da Doris Day nel capolavoro di Hitchcock ai Deep Purple con l'orchestra etc etc

L'open act e' affidato a Andy Fairweather Low, gran chitarrista gallese, a far intuire il genere di evento al quale staremo per assistere.

Eric Clapton, puntualissimo alle 8:30pm, nuova Stratocaster sunburst, camicia blu e gilet, attacca "Somebody Knocking", blusaccio sul lento di J.J. Cale.
Il resto della band e' il massimo che si possa desiderare: il 2015 infatti vede il ritorno della migliore sezione ritmica sulla terra, nonche' dei suoi turnisti di vecchia data: Steve Gadd alla batteria e Nathan East al basso. Chris Stainton e Paul Carrack alle tastiere/Hammond e 2 coriste. Non si avvale di una seconda chitarra, e personalmente lo reputo molto meglio, non porta via spazio alle sue sei corde a cui vanno quindi tutti i soli.

Key To The Highway e Hoochie Coochie Man sono ormai due suoi grandi classici, Pretending una delle mie preferite dagli anni '80; Tell The Truth inaspettata, al suo posto doveva esserci I Shot The Sheriff (peccato).

Si arriva poi al momento in cui EC prende una piccola pausa dal microfono, lasciando a Paul Carrack prima, e Nathan East poi, due pezzi da brividi: You Are So Beautiful di Billy Preston e Can't Find My Way Home con un finale sussurrato dal fenomenale bassista, che forse e' il momento piu alto in termini di eleganza.
E' inoltre stupendo ascoltare anche un paio di brani in cui EC ha il compito solamente di rispondere, come solo lui sa fare con i suoi licks, al frontman.

La parte centrale della scaletta e' il set Unplugged, sembra infatti di ritrovarsi nel sublime disco dove la sua acustica Martin e' protagonista: inizia con i due blues Driftin' e Nobody Knows You per poi concedere le due piu famose: Tears in Heaven e Layla.

Si ritorna in elettrico con Before You Accuse Me e Little Queen Of Spades, in cui EC rompe il mi cantino nel solo iniziale ma regala ugualmente una lezione di pentatonica con croscio di applausi finale mentre sostituisce la Fender con un'altra identica. Sembra che sia successo anche durante il primo concerto del 14/5.
Il 15 Maggio invece Clapton raggiunge il record di 200 shows alla RAH, proprio il giorno in cui muore B.B. King, a cui sara infatti dedicato tutto il concerto.

Durante Crossroads il mio pensiero e' andato al filmato dell'addio dei Cream del 1968: e' incredibile, stavo guardando lui, la stessa persona, sullo stesso palco di 47 anni fa, suonare lo stesso pezzo... Un frammento di storia del '900, un po come vedere James Brown all'Apollo di Harlem o Hendrix al Fillmore East!


In definitiva e' stato uno dei concerti piu belli e indimenticabili della mia lunga lista, aggiunto allo splendido e soleggiato week-end comprensivo di partita di Premier League ad Upton Park (seconda crocetta in due giorni su "una cosa da fare almeno una volta nella vita") e aperitivo in compagnia al 32esimo piano del The Shard ...posso considerarmi felice!

Jacopo Ruozzi



01. Somebody Knocking
02. Key To The Highway
03. Pretending
04. Hoochie Coochie Man
05. Tell The Truth
06. You Are So Beautiful (Paul Carrack)
07. Can't Find My Way Home (Nathan East)
08. Driftin'
09. Nobody Knows You When You're Down And Out
10. Tears In Heaven
11. Layla
12. Before You Accuse Me
13. Let It Rain
14. Wonderful Tonight
15. Little Queen Of Spades
16. Crossroads
17. Cocaine
18. High Time We Went (encore)


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[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=r4wsZKyv_44[/youtube]


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MessaggioInviato: 20 maggio 2015, 8:46
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e io ti invidio tantissimo !!!
ci vediamo stasera all'Alcatraz

ciao
Oscar


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MessaggioInviato: 20 maggio 2015, 9:45
Messaggi: 2122Località: trevisoIscritto il: 24 febbraio 2006, 0:28
grazie Jacopo per la bellissima,dettagliatissima ed emozionantissima recensione!


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MessaggioInviato: 20 maggio 2015, 15:33
Avatar utenteMessaggi: 2025Iscritto il: 20 dicembre 2010, 22:27
Bellissima setlist. Niente male! ;)


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MessaggioInviato: 20 maggio 2015, 15:59
Avatar utenteMessaggi: 4197Località: CelleIscritto il: 18 settembre 2006, 13:04
Bella recensione Jacopo, grazie!


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MessaggioInviato: 21 maggio 2015, 1:37
Avatar utenteMessaggi: 2021Località: RomaIscritto il: 8 giugno 2007, 0:58
Jacopo, che bella recensione e che belle foto! grazie!!


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MessaggioInviato: 13 giugno 2015, 15:56
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MessaggioInviato: 9 luglio 2015, 21:56
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da buscadero

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Eric Clapton live a Londra, 20/05/2015
18 giugno 2015
di Paolo Carù

Lo aveva detto già alcuni mesi fa, più di un anno fa, che quando avrebbe compiuto 70 anni, avrebbe smesso di suonare. O, almeno, di fare lunghe tournèes. Eric Clapton ha compiuto 70 anni a fine marzo: visto da vicino li dimostra tutti e, malgrado sia ancora un eccellente chitarrista, sembra che la sua voglia di musica stia per finire. Un segno sta anche nelle scalette, in queste date, che Eric sta facendo alla Royal Albert Hall, 7 in tutto, dopo due sold out al Madison Square Garden di New York all’inizio del mese. Eric non ha più voglia di inventare, le canzoni che segnano questa tournée sono quasi sempre le stesse ogni sera, al massimo ne cambia una, ma sono anche canzoni ultra note. E’ un bene, per chi lo vede di rado e lo vuole salutare, ma è un po’ ripetitivo per chi lo ha visto spesso e vorrebbe, se non altro, qualche piccola novità. Invece niente.

La scaletta è la stessa dello scorso anno, anche di due anni fa al massimo cambia una canzone, come è successo al sera del 20, quando io e Anna siamo andati a vedere il vecchio Manolenta nella sua casa più abituale. La Royal Albert Hall. Il teatro è strapieno, ci mancherebbe. Eric si presenta per primo sul palco, dopo che Andy Fairwather Low ci ha rotto le palle per più di mezz’ora, facendo del mediocre rock e del blues, altrettanto mediocre. Lo segue la band: Steve Gadd, batteria (visto di recente con James Taylor a Milano), Nathan East, basso, Chris Stainton, piano, Paul Carrack, organo e voce, e due coriste: Michelle John e Shar White. Una formazione classica (ma quella di due anni fa era, a mio parere, migliore).
Eric domina la scena, in senso assoluto, mentre il gruppo lo segue docile. Il suono è rock, blues rock, con alcune canzoni dal timbro molto sonoro, anche troppo (vedi I Shot The Sheriff). Apre Somebody’s Knocking (di JJ Cale): Eric ricorda sempre il vecchio amico (la serata, bis a parte, si chiude con Cocaine, più omaggio di questo…) attraverso questa ballata venata di blues, dall’andamento un po’ sofisticato. Key To The Highway, un classico del blues (scritta da Charlie Segar, ma portata nel blues, quello di Chicago, dal creativo Little Walter). Versione fluida, quella di Eric, con Chris Stainton che sfiora i tasti del piano in modo superbo. Tra i due tastieristi Stainton è quello che vale il prezzo del biglietto. Invece di Pretending, fissa nelle scalette, questa sera Eric ci regala Tell The Truth. Una buona versione per il brano di Derek and the Dominos. Poi è la volta dell’ultra classico Hoochie Coochie Man, che ha un intro degno di Muddy Waters: il piano di Stainton e le due coriste fanno il resto. Il classico, scritto da Willie Dixon e reso celebre da Muddy Waters, è uno dei più famosi standard blues di sempre. La versione di Eric è buona con alcuni momenti poco blues, ma sempre di buon livello. Paul Carrack attacca a cantare You Are So Beautiful (di Billy Preston), ed è veramente poca roba. Clapton si adatta per la pace comune. Ben diversa è la versione di Can’t Find My Way Home (di Steve Winwood) tratta dal repertorio dei Blind Faith. Canta Nathan East, ma la ballata avrebbe bisogno di una voce più tosta. Bella comunque la parte strumentale, con Eric in grande spolvero.

I Shot The Sheriff è molto carica: gran ritmo, chitarra dura e le due voci femminili che urlano il ritornello. Buona versione, ma ho sentito di meglio, anche se la lunga introduzione strumentale faceva supporre un proseguimento meno carico. Poi la band si ferma e Clapton inizia il suo set acustico. Acustico per modo di dire, in quanto ci sono tutti, Stainton a parte, a suonare. Dalla batteria al basso a Carrack. Da Driftin Blues (lanciata dai Three Balzers) alla celeberrima Nobody Knows When You’re Down and Out (l’hanno fatta in metà di mille, da Bessie Smith a Michael Bloomfield). Tears in Heaven è coinvolgente, accolta da un applauso scrosciante, mentre Layla, uno dei suoi classici assoluti, viene trattata abbastanza bene. Anche se io continuo a preferire la versione elettrica: Layla è nata per essere elettrica.Let it Rain è carica, elettrica, con le coriste quasi inferocite. Mentre Wonderful Tonight rimane quella splendida ballata di sempre, sfiorata dai riff gentili della chitarra di Manolenta. Una canzone che, malgrado l’abbia sentita sino alla nausea, non riesce mai a stancarmi. Mai. Mancava Robert Johnson ed ecco che il nostro paga il dovuto omaggio ad uno dei più grandi. Crossroads, possente, dura, magnetica, tosta e, anche meglio se vogliamo, Queen of Spades, fantastica versione di un grande brano blues. Il blues è il suo amore, Eric non lo ha mai nascosto. Queste due versioni lo testificano con forza, anche se buona parte della serata è stata dedicata alla musica del diavolo.

Cocaine, ancora JJ Cale, chiude bene la serata con una versione tosta, Eric che canta con forza mentre le due black girls ci danno dentro alla grande. Cocaine rivive attraverso una versione forte e decisa. Poi Eric saluta ed esce, seguito dalla band. Passano pochi attimi, e tutti rientrano, con in più Andy Fairweather Low. E’ la volta di High Time We Went, brano reso celebre da Joe Cocker che, da un paio di anni a questa parte, chiude le serate di Clapton. Peccato perché la canzone è appena discreta, poi è pura cantata da Paul Carrack, e questo non depone a suo favore. Meglio Chris Stainton, che ha nobilitato la serata con il suono del suo piano, le sue svisate, la sua forza creativa, passando dal boogie al blues, a momenti più lirici. E poi Stainton non pretende di cantare. Finita High Time We Went,che la gente ha comunque mostrato di gradire. Clapton ed i suoi musicisti si riuniscono in mezzo al palco. Abbraccio ed inchino. Poi si va tutti a casa.

http://www.buscadero.com/eric-clapton-live-a-londra/


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