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Indice  ~  Get Off Of My Cloud  ~  The Who

MessaggioInviato: 8 febbraio 2010, 18:38
Avatar utenteMessaggi: 1658Località: TORINOIscritto il: 14 giugno 2007, 16:56
bravo Dunhill finalmente un po' di giudizi tranchant (ci voleva!)... concordo sia sugli who che sul football: in effetti i kiss fanno quello spettacolo da sempre, ma se si mettono a farlo pure gli who il risultato puo' essere tremendo (e manco ai giovani l'halftime di ieri e' piaciuto purtroppo...)


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MessaggioInviato: 8 febbraio 2010, 19:00
Avatar utenteMessaggi: 418Iscritto il: 17 gennaio 2006, 21:22
dunhill
il fatto secondo me è che i kiss facevano uno spettacolo da circo barnum allora e possono tranquillamente continuare a farlo oggi: non mi piacevano allora e non mi piacciono oggi. e poi vogliamo mettere cosa hanno significato stones e who per la storia del rock e cosa hanno significato i kiss? dai, non c'è partita. piuttosto è allarmante come sia stones e who debbano ricorrere a fuochi artificiali e allestimenti stile las vegas per proporre la loro musica e sono d'accordo con te. non sul rugby però ...


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MessaggioInviato: 8 febbraio 2010, 19:36
Avatar utenteMessaggi: 1222Località: GenovaIscritto il: 12 gennaio 2006, 20:43
Pizza, faccio l'esempio dei Kiss apposta.
Un gruppo che non ha mai voluto fare altro che intrattenere riesce a farlo ancora oggi.
Band come Who e Stones avevano altre velleità e, oramai, intrattengono, male, e basta.
Tutto qui.


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MessaggioInviato: 8 febbraio 2010, 21:29
Avatar utenteMessaggi: 3987Località: MilanoIscritto il: 23 marzo 2008, 12:49
Dunhil, ciao

Il mio "qui parliamo degli Who" era riferito di non andare off fuori parlando di Football.
Ciao.


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MessaggioInviato: 8 febbraio 2010, 21:54
Avatar utenteSite AdminMessaggi: 3926Località: MilanoIscritto il: 6 gennaio 2006, 23:20
ma a me non sembra che abbiano suonato cosi male... in diretta non ho capito niente ma rivedendo il filmato mi sembra una buona esibizione, calcolando che in 14 minuti fai tempo giusto a riscaldarti e che e' ovvio che la scenografia dev'essere assurda con un palco impressionante (il superbowl e' l'essenza delle americanate!)
l'unica cosa che mi sento di criticare e' il medley e gli accenni ai pezzi per farcene stare di piu, pero anche li ci puo stare...
una cosa che mi lascia basito e' leggere su The Who Italia che in molti credono abbiano suonato in playback, forse confusi dallo sfasamento dell'audio, ma ce ne vuole :roll:


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MessaggioInviato: 8 febbraio 2010, 22:09
Messaggi: 4070Località: SALERNOIscritto il: 5 maggio 2008, 23:29
sostanzialmente sono d'accordo con Dunhill, purtroppo molte Band nate nei '60/'70 non si accorgono di diventare delle autocelebrazioni di se stesse e spesso in modo parodistico, infiocchettando il tutto con fuochi artificiali, ricchi premi e cotillons.Cio' che bisognerebbe cercare di capire e' il perche' lo facciano, se perche' il loro ruolo li fa vivere in tutto un altro mondo e quindi pensare in preda a deliri di onnipotenza che qualsiasi cosa facciano e come lo facciano e' Fighissimo, o se sono consapevoli che nun gliaa fanno piu' e devono quindi far ricorso a qualche aiutino...Veramente c'e' una terza ipotesi un po' piu' inquietante, che e' quella che sanno che hanno il gradimento del loro fedele pubblico Comunque e quindi non si sforzano piu' di tanto ed ottengono il massimo guadagno col minimo sforzo...
In linea di massima e' la cosa che penso e mi sta' un po' sulle balle tutto cio', e' in questi momenti che mi avvicino ai nuovi artisti che sento quantomeno piu' sinceri, con un'urgenza espressiva che era propria degli Who nei '60 e mi chiedo se nel 2010 sia meglio un Terry Emm o i Low Anthem o i Ween piuttosto che vedere la parodia di un qualcosa che in questo modo non ha nessuna ragione di essere e che anzi fa male al cuore...Eppure c'e' un modo dignitoso per "invecchiare", i Jethro Tull, i Little feat, Neil Young e potrei continuare ancora suonano col piacere di farlo, con misura, maestria e coscienti di quello che e' il loro ruolo oggi...Mi piacerebbe che anche alti artisti, come gli Who che hanno scritto la storia del Rock e che adoro, seguissero la stessa strada...

Massimiliano


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MessaggioInviato: 10 febbraio 2010, 13:14
Messaggi: 2109Località: trevisoIscritto il: 24 febbraio 2006, 0:28
Anche per me la storia con The WHO iniziò con Quadrophenia...avevo imparato a disegnare la locandina del film e la riproducevo dappertutto,dal banco al libro di matematica...mi ganno davvero fulminato.Ogni volta che c'ò il cielo grigio mi viene voglia diascoltarli. Pinball wizard forever


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MessaggioInviato: 11 febbraio 2010, 21:02
Avatar utenteMessaggi: 3987Località: MilanoIscritto il: 23 marzo 2008, 12:49

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MessaggioInviato: 11 febbraio 2010, 21:30
Avatar utenteMessaggi: 106Località: ROMAIscritto il: 17 marzo 2008, 13:24
[quote="colditalianpizza"]

Forse sbaglio, ma mi sa che i fuochi d' artificio al superbowl sono una fissa dell' organizzazione: erano presenti anche lo scorso anno con Bruce Springsteen, che solitamente non ne fa uso ( a parte, credo, nell' ultima data delo scorso tour ).


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MessaggioInviato: 22 febbraio 2010, 17:42
Avatar utenteMessaggi: 3987Località: MilanoIscritto il: 23 marzo 2008, 12:49
MILANO - Pete Townshend lascerà gli Who se il disturbo di cui soffre continuerà a peggiorare. Il leggendario chitarrista combatte, infatti, da anni contro il tinnitus e il fastidio, che sembrava essersi attenuato, è, invece, tornato a tormentarlo durante la preparazione del musical «Floss», diventando talmente insopportabile da costringerlo a prendere in considerazione l’idea di lasciare definitivamente la band e la musica dopo 46 anni di onorata carriera. E pensare che due settimane fa la performance degli Who al Super Bowl (un medley di 12 minuti) era stata salutata come un vero e proprio evento musicale, lasciando presagire un 2010 ricco di impegni per Roger Daltrey e Townshend, che avevano in programma un tour in primavera e una serie di apparizioni ad alcuni festival jazz. Ma l’orecchio malato del chitarrista ha scombinato tutti i loro piani. «Se il mio udito continuerà ad essere un problema – ha spiegato Townshend a «rollingstone.com» – non ritarderemo semplicemente gli show, ma li cancelleremo proprio, perché non vedo davvero come si potrebbe aggirare l’ostacolo».

CHE COS'É IL TINNITUS - Il tinnitus, che è il nome latino dell’acufene, è una patologia che colpisce l’orecchio umano, portandolo a percepire rumori costanti, in forma diversa (che siano fischi, ronzii, pulsazioni o fruscii) ed è causata da molteplici fattori, uno dei quali è l’esposizione continua a suoni di forte intensità (come nel caso del chitarrista) che provocano una progressiva perdita dell’udito. E quando il danno diventa definitivo, non solo non si sente più, ma nell’orecchio si forma un ronzio permanente, che si accompagna al fenomeno del recruitment («rafforzamento») che abbassa la soglia di fastidio alla presenza di un rumore molto forte. In pratica, si sente dolore molto prima degli altri.

IL TEST PER L'UDITO SARÀ «QUADROPHENIA» - Tornando a Townshend, qualche speranza potrebbe essere legata all’utilizzo dell’in-ear monitor (una sorta di cuffiette anti-rumore), come gli ha suggerito lo specialista consigliatogli da Neil Young: il chitarrista sperimenterà il dispositivo nell’unico concerto fissato per il 2010 e non cancellato, ovvero lo show di beneficenza del 30 marzo a Londra, durante il quale gli Who eseguiranno per intero il doppio album, «Quadrophenia». «Sarà un buon test per l’udito di Pete – ha detto Daltrey a "Rolling Stone" – ma non sapremo se funzionerà fino a quando non lo proverà».

LA CAUSA È LA MUSICA AD ALTO VOLUME NELLE CUFFIE - Ma che Townshend non debba farsi troppe illusioni ne è convinto il professor Claudio Albizzati, responsabile del Servizio Otorinolaringoiatria Multimedica di Milano. «Cure vere e proprie per l’acufene non ve ne sono. Le medicine fanno poco, per non dire nulla, e gli stessi “mascheratori”, che sono simili agli apparecchi acustici e producono una serie di rumori bianchi o rosa, funzionano poco e male e sono più teorici che pratici. L’unico rimedio possibile è la prevenzione, ovvero non ascoltare la musica ad un volume altissimo, come invece purtroppo fanno oggi molti ragazzini con le cuffiette dell’ipod, né esporsi volontariamente a suoni di elevata intensità per lungo tempo. Solo il rispetto per le nostre orecchie può, quindi, aiutarci a tenere lontano l’acufene per il quale, lo ripeto, non c’è soluzione ma su cui, al contrario, c’è molta superficialità e disinformazione».


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MessaggioInviato: 22 febbraio 2010, 22:55
Avatar utenteMessaggi: 2439Iscritto il: 23 giugno 2006, 1:46
Sebra qualcosa di tremendamente serio.Strano che venga tra le altre cose dall'ascolto in cuffia.Avrei pensato più ai botti e alla musica ad alto volume.
Speriamo che sia un falso allarme
Sici


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MessaggioInviato: 4 marzo 2010, 18:09
Avatar utenteMessaggi: 3987Località: MilanoIscritto il: 23 marzo 2008, 12:49
Tributo alla musica degli Who alla Carnegie Hall di New York
Concertone-benefit con artisti di culto ed emergenti


2010-03-04 - Martedì sera (2 marzo) alla Carnegie Hall di New York si è tenuto un concerto speciale in tributo agli Who, prodotto da Michael Dorf. Lo show-benefit "The Music of the Who", come gli altri tributi ai grandi della musica prodotti da Dorf, ha visto di scena artisti famosi, di culto ed emergenti in un cast composito. Il cartellone comprendeva Living Colour, Bob Mould, The Smithereens, Robyn Hitchcock, The Postelles, Nicole Atkins, Matt Nathanson, Sondre Lerche, Kaki King, Bobby McFerrin. Ospite speciale della serata è stata Patti Smith, proponendo "My Generation". Hanno partecipato anche Bettye LaVette, Mose Allison e Willie Nile. La conclusione dell'evento è stata una versione corale di "Won't Get Fooled Again".


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MessaggioInviato: 8 marzo 2010, 14:25
Avatar utenteMessaggi: 3987Località: MilanoIscritto il: 23 marzo 2008, 12:49
Carriera probabilmente salva per Pete Townshend. Il chitarrista degli Who, che recentemente aveva (nuovamente) rese note le sue paure sul prosieguo dell'attività per il deterioramento delle sue capacità uditive, da qualche giorno è come un uomo nuovo. Il merito è dell'audiologo consigliatogli dal suo amico Neil Young, il quale gli ha impiantato una protesi acustica che ha migliorato notevolmente il suo udito compromesso da decenni di amplificatori sparati al massimo. "In un certo senso mi sento rinato", ha detto il 64enne londinese. Il prossimo 30 marzo, alla Royal Albert Hall di Londra, gli Who chiuderanno la serie di concerti benefici a favore del Teenage Cancer Trust proponendo il classico "Quadrophenia".


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MessaggioInviato: 29 aprile 2010, 17:17
Avatar utenteMessaggi: 3975Iscritto il: 15 giugno 2006, 18:11
Who, Roger Daltrey: 'Forse abbiamo fatto il nostro ultimo concerto'

Il recente concerto degli Who alla Royal Albert Hall di Londra potrebbe essere stato l'ultimo della gloriosa formazione britannica. Questo, perlomeno, il timore di Roger Daltrey in quanto l'udito dell'altro membro rimasto, Pete Townshend, non sta migliorando dopo i noti problemi. Allo show alla Royal Albert Hall il chitarrista ha dovuto suonare con un apparecchio acustico. "Se andare avanti significa che Pete diventi sordo", ha detto al "Daily Express" il cantante, "allora meglio fermarsi. Entrare nella vecchiaia senza poter sentire... no, non ne vale la pena. Potrebbe essere stato l'ultimo concerto. Sinceramente non ne ho idea. Stiamo avendo a che fare con dei problemi che non avevamo mai avuto. I nostri corpi stanno iniziando a cedere. L'anno scorso io ho avuto dei problemi con la voce; adesso li ho risolti, sono contento di poter cantare di nuovo, ma devo essere realista: ho 66 anni".

(29 Apr 2010)
© Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.


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MessaggioInviato: 30 aprile 2010, 16:22
Messaggi: 2109Località: trevisoIscritto il: 24 febbraio 2006, 0:28
sigh <sad


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