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Indice  ~  Get Off Of My Cloud  ~  Rod Stewart

MessaggioInviato: 22 aprile 2013, 12:23
Avatar utenteMessaggi: 4750Iscritto il: 29 ottobre 2007, 20:25
è la o meglio è stata la miglior voce Rock'N'Roll in assoluto anche se ha un po mollato anche lui visto l'età...nel 2010 a verona è stato grande poi quando fa quei stacchetti senza musica e solo voce è da pelle d'oca ancor oggi, e pochi dico pochi se lo possono permettere e specialmente ad una certa età...poi lui è uno dei veterani che si diverte ancora sul palco come pochi!


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MessaggioInviato: 3 maggio 2013, 18:33
Messaggi: 1762Iscritto il: 11 febbraio 2007, 4:36
TI AMO TANTO!

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=MAE35c5WRXY[/youtube]


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MessaggioInviato: 3 maggio 2013, 20:30
Avatar utenteMessaggi: 4750Iscritto il: 29 ottobre 2007, 20:25
grande Rod e sempre in gran forma ho ascoltato il nuovo disco non male ma niente di eclatante ma la sua voce è sempre meravigliosa anche son più quella di un tempo..spero per una tappa qui in italia!


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MessaggioInviato: 16 maggio 2013, 14:40
Messaggi: 1762Iscritto il: 11 febbraio 2007, 4:36
essendo fresca fresca vi giro l'anteprima del mio parere sul disco, che andrà sul blog che di tanto in tanto mi pubblica - gratis - quindi, non faccio un torto a nessuno ;)

Saluti
S



1. "She Makes Me Happy"
2. "Can't Stop Me Now"
3. "It's Over"
4. "Brighton Beach"
5. "Beautiful Morning"
6. "Live the Life"
7. "Finest Woman"
8. "Time"
9. "Picture In a Frame"
10. "Sexual Religion"
11. "Make Love to Me Tonight"
12. "Pure Love"
Bonus tracks
13. "Corrina Corrina"
14. "Legless"
15. "Love Has No Pride"


La stagione 2012/2013 è stata quella del ritorno in scena – in studio o dal vivo – di molti dei più grandi protagonisti della scena rock di sempre. Ho avuto come l’impressione che un’intera generazione di musicisti, la migliore che abbia mai calpestato la terra del nostro pianeta, prossima ai settant’ anni (alcuni di loro li hanno anche già superati…) abbia sparato probabilmente le sue ultime cartucce prima di ritirarsi a vita privata.
Così, Bowie rompe (e finalmente!) un silenzio durato 10 anni con l’ottimo The Next Day; Dylan pubblica The tempest (usatevi una cortesia, correte ad ascoltarlo!); Eric Clapton mette insieme un bel po’ di vecchi amici e dà alle stampe Old Stock; gli Stones festeggiano il mezzo secolo d’attività e muovono il culo, anche loro dopo un lungo letargo. Sebbene i due inediti che accompagnano la loro ennesima raccolta – GRRR - siano brani dimenticabili e dimenticati, la vera notizia è che sono tornati a fare concerti; Roger Waters riporta in tour The Wall; Neil Young pubblica, con i Crazy Horse, Psychedelic Pill; Knopfler esce con Privateering (che per quanto mi riguarda è già un classico); Paul McCartney mescola jazz e pop tradizionale nel recente Kisses on the bottom e così via…

Uno dei ritorni più attesi, almeno per colui che scrive, era quello di Rod Stewart. Monitorando quotidianamente la carriera del biondo, da ottobre scorso ero a conoscenza del fatto che il buon vecchio Rod stesse lavorando ad un nuovo album. La notizia in se non sarebbe delle più spettacolari, dato che la sua ultima uscita discografica è appena del 2009 (il disco di cover natalizie del dicembre 2012 che in America, manco a dirlo, ha stravenduto, neanche lo voglio tenere in considerazione). La novità vera, e che mi ha fatto attendere il tutto con trepidazione, è che il disco sarebbe stato composto da inediti usciti direttamente dalla penna di Rod.

Con una carriera che l’ha visto alternarsi (quasi) sempre con fortuna e successo tra l’interprete e il compositore - ed anche il crooner, ripensando i suoi Great American Songs Book – Time, l’album che ha visto la luce lo scorso 7 maggio, è il primo interamente composto da lui dai tempi di Out of Order, 1988. Fate voi i conti…

La curiosità è tanta, le aspettative alte.
Rod Stewart è stato all’altezza della situazione? Ve lo svelo da subito: per me, si!
Attenzione, non sto urlando al capolavoro; tuttavia, lo standard dei brani è medio alto e non sfigura troppo - ardua impresa - quando andiamo a fare l’inevitabile confronto con i lavori più recenti o meno del nostro. E qui arriviamo al nodo gordiano della faccenda, ed ovvero: ogni nuova creatura di queste leggende viventi – perché è tale lo status di cui a pieno titolo godono i tanti citati prima, incluso ovviamente Stewart – un po’ come accade alla prole dei campioni di ogni campo che finisce col cimentarsi nella stessa professione del genitore, deve fare i conti con una storia ingombrante, che ha già raggiunto picchi di inarrivabile grandezza e splendore, nel nostro caso artistici, musicali, culturali. Il che è allo stesso tempo un vantaggio ed una fregatura; un vantaggio perché hai le spalle piuttosto larghe, e puoi consentirti anche di partorire autentiche cagate, sei e resterai lo stesso Rod Stewart; ma è uno svantaggio pure, e si, perché sebbene ineccepibile quanto appena detto, d’altro canto se anche centrerai l’obiettivo, il tuo album sarà sempre lontano anni luce da quelli che furono i momenti migliori della tua carriera.

Premessa l’antinomia di cui sopra e tenendo presente che Stewart - 69 primavere il prossimo 10 gennaio e un patrimonio personale che supera di gran lunga le 100 milioni di sterline – avrebbe potuto tranquillamente restarsene qui http://maps.google.com/maps?q=51.696515 ... ,0.026693t & =h&z=17 a godersi vecchiaia, quattrini, moglie ancora abbastanza giovane e bella ed ad organizzare partite di calcio insieme ad intimi amici nel campo che ben si vede dal satellite invece di rimettersi in gioco, e be’, tutto questo già predispone il mio animo in modo benevolo.

La temerarietà, il coraggio ed il persistere con passione, qualunque cosa si faccia, sono virtù oppure no?
Ed allora affermare che Time non è altro che una grande occasione mancata, come mi ci ritrovo a rimuginare, me per primo - perché non chiamare Ron Wood a collaborare? o Jeff Beck? sai che fuochi d’artificio! - è tanto vero quanto ingeneroso.

Prodotto dall’ autore stesso ed edito dalla veterana Capitol Records, ecco a voi il “ritorno” di Roderick David Stewart, ed ecco cosa ne penso.

Scelto come singolo trainante per il mercato americano – dove Billboard ce lo segnala già al 14° posto in classifica – She makes me happy detta l’umore ed il suond di tutto il disco. Nel caso specifico, un po’ troppo prevedibile nelle rime e nella sostanza (she makes me happy on the coldest day, she makes me happy when the clouds are grey…), è un rock commerciale che ben si presta ai passaggi radiofonici – se siete soliti ascoltare la radio, sono certo che vi ci sarete già imbattuti. Qua e là, ora il violino, ora le chitarre acustiche, paiono evocare il classico dei Faces nella rivisitata versione di Stewart solista, Oh la la. Ma non cominciamo con i paragoni, altrimenti non ce ne usciamo più! Il video è carino.

Can’t stop me now nella versione studio suona troppo alla Jon Bon Jovi (che dio me ne scampi e liberi!!!), live acquista qualche punticino in più. Ottimista e rassicurante nel messaggio. Ok Rod, nessuno si sogna di fermarti proprio adesso, ma la prossima volta almeno Ron Wood me lo vuoi chiamare a collaborare?

A chi stava pensando? Perché questo mi chiedo non appena attacca It’s over. Selezionato come singolo per il mercato europeo, questa ballata dell’amore perduto, così sincera e spontanea sia nel cantato di Rod che nel testo stesso, fa a cazzotti col la recente biografia del nostro, da dieci anni ormai felicemente (e, udite udite, pare anche fedelmente…) sposato con Penny Lancaster.
Tant’è, con questa hai centrato l’obiettivo! Si, questo è lo stesso autore che ha scritto Gasoline Alley e Farewell, chapeau! “Tutti i progetti che avevamo sono finiti in fumo e andati per sempre, avvelenati da lettere d’avvocati – E’ finita. Sei stata mia moglie, la mia amante, e’ finita”. Anche questo brano è stato accompagnato da un video, più bello dell’altro, in cui vediamo Stewart che canta mentre passeggia lungo una spiaggia in pieno inverno, cielo grigio e mare burrascoso a sottolineare il dramma di un matrimonio distrutto ben descritto nel testo. A tutti gli effetti, una buona canzone. Resta il dubbio fondato che il tutto sia frutto più di una calcolata e consumata maestria che di una sana ispirazione.

Segue la ballad Brighton beach e qui abbiamo meno dubbi circa la fonte di ispirazione. Stewart rievoca un’avventura bohemien dei bei tempi andati - I remember when you were only 17 - vissuta nella più nota località balneare del Regno Unito. Promossa.

Backbeat in stile Motown e cori dalla tinte suol in Beautiful morning.
Mandolino in dissolvenza, violino ed acustiche in bella mostra in Live the life. La voce graffiante del nostro eroe fa il resto, suggellando la riuscita di un folk rock molto stile Stewart. Ci sta.

Finest woman, pubblicamente dedicata alla moglie durante alcuni show in America, presenta gli stessi limiti del primo brano. La sezione fiati durante il ponte gli conferisce un po’ più di swing, ma non decolla mai. No, passiamo oltre.

Molto meglio la ballad che dà il titolo all’album – Time. Piano elettrico e chitarre in distorsione, tanto che a tratti pare un pezzo dei Faces ma, ma… porca miseria Rod! il ritornello è letteralmente fregato a Time waits for no one dei Rolling Stones! Andate a verificare e vedrete se mi sbaglio. Me ne accorsi già ascoltando la preview del disco su youtube, una manciata di secondi per ogni canzone. Ero certo che, data l’attitudine di Stewart con le cover, si trattasse proprio di questo, in omaggio ai vecchi compari degli Stones. Macchè, se l’è accreditata tutta per lui! Episodio curioso e divertente, anche perché non riesco proprio a credere che quel vecchio volpone di Rod ignori beatamente il brano dei suoi colleghi… Per il momento, nessuno s’è lamentato.

Si diceva delle cover. Che album di Rod Stewart sarebbe senza neanche una? Picture in a frame di Tom Waits – già gli prestò, ai tempi, Downtown train - è un altro momento glorioso. Ballad solo piano, ricca di silenzi che ne amplificano la profondità, è la giusta passerella per esaltare ancora una volta la voce più sorprendente e affascinante del rock (è la sua, mettetevi l’anima in pace fan di Mercury, di Tyler e di Brian Adams!). Peccato per gli arrangiamenti orchestrali che ad un certo punto irrompono in scena, rendendola un po’ troppo pomposa; avrei lasciato che il brano scivolasse via col solo pianoforte, il contrabbasso, le spazzole sulla batteria e qualche nota dell’acustica, ma è un gusto personale.

Il sesso e le donne sono sempre stati temi cari a Rod Stewart, riguardo i quali in passato s’è espresso, per la gioia delle femministe, con pezzi irreverenti ed un po’ oltraggiosi firmando tuttavia pagine memorabili sull’argomento. Non è assolutamente questo il caso di Sexual religion. Forse a voler ricordare il suo periodo disco, Rod ci propina una storia melensa circa la sua totale dipendenza dalla figa di qualche donna, il tutto, in salsa Spice Girls o Britney Spears se preferite. Direbbe Totò: me lo scusino signori, me lo scusino. Imbarazzante.

Riprendiamo fiato con Make love to me tonight, dove violini, slide guitar ed organo si impastano in una ballad folk dalle atmosfere celtiche tanto care al nostro amico “scozzese”. Piacevole, da ballare con la donna dopo qualche bicchiere di rosso.

Pure love è un altro lento suonato al piano, stavolta a firma Stewart. Niente male, per quanto anche qui, personalmente, avrei evitato l’orchestra.

Saluta un lavoro che aveva il gravoso impegno di confrontarsi con una carriera discografica che ha già dato tutto il possibile ed anche di più, e ciononostante ne esce bene e non troppo ammaccato per questo.

Ci sarebbero pure tre bonus tracks.
Mi piace pensare che, tra le altre, la scelta di interpretare Corrina Corrina, immortale standard blues suonato da generazioni di musicisti, sia stata fatta col pensiero rivolto ai vecchi fan, quelli la cui anima sorride di gioia ogni volta che riascoltano album quali Never a dull moment, Gasoline Alley o Smiler, quando il blues ammiccava al rock’n’roll e le canzoni sembrano fatte di cuore, lacrime e sudore.
Se siete uno di questi, vi sfido ad ascoltare la voce post coito di Rod invocare l’amante Corrina Corrina, gotta we been so long? baby, please come home! senza che un compiaciuto sorriso di soddisfazione vi si disegni sulla faccia!

Ah, non vedo l’ora di rivederti a Dublino il prossimo 29 giugno!
Magari poi ve lo racconto.


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MessaggioInviato: 16 maggio 2013, 15:54
Avatar utenteMessaggi: 4750Iscritto il: 29 ottobre 2007, 20:25
non male totore non male anche se non sono daccordo su tutto ma nel complesso direi di si...riguardo tempest ecco giusto il consiglio di Totore, e appunto non parlatene senza sapere cosa sia non sono mica le due cagatine nuove dei stones ma ben altra cosa! ripeto il disco nuovo di rod non'è niente di speciale ma fa la sua porca figura non sono daccordo con la collaborazione di Ronnie Wood ( anche perchè non vado pazzo per il suo modo di suonare ) in questo disco perchè non sarebbe stato molto diverso se non in una reunion dei Faces e allora si..invece si per Jeff beck qui si che si vedeva le stelle ( le abbiamo già viste con gli stones in going down 2012 altro che tagliarlo io avrei tagliato qualcun'altro... :cool: ) e probabilmente il disco avrebbe preso un'altra piega! ma giravano voci di un nuovo disco Rod e Jeff con brani Blues ma poi non se ne è più saputo nulla..... :roll:


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MessaggioInviato: 16 maggio 2013, 16:33
Avatar utenteMessaggi: 4082Località: varazzeIscritto il: 18 settembre 2006, 13:04
Ciao, bell'articolo, complimenti. Se posso permettermi ti segnalo un refuso, prima di pubblicarlo:
il disco di Clapton è "Old Sock" e non "Stock" come è scritto


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MessaggioInviato: 16 maggio 2013, 16:37
Messaggi: 1762Iscritto il: 11 febbraio 2007, 4:36
per me ron wood, per come intendo io il rock'n'roll, è un grandissimo chitarrista e nei primi dischi - che cito alla fine - di Stewart ed in quelli dei faces è semplicemente brillante.

abbiamo gusti diversi da questo punto di vista, perchè a me beck piace molto molto meno (troppe note e troppo hard rock, ma so' gusti personali...)
ciao ;)

@zac, grazie - maledetto inglese :lol: vado a correggere


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MessaggioInviato: 16 maggio 2013, 16:44
Avatar utenteMessaggi: 3956Iscritto il: 15 giugno 2006, 18:11
@zac, grazie - maledetto inglese :lol: vado a correggere[/quote]

già che ci sei correggi anche "The Tempest" con "Tempest"
ciao


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MessaggioInviato: 16 maggio 2013, 17:10
Avatar utenteMessaggi: 2426Iscritto il: 23 giugno 2006, 1:46
e visto che ci sei correggi 29 con 31 :D
Grande Totore, bell'articolo.
Sici


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MessaggioInviato: 19 maggio 2013, 21:25
Avatar utenteMessaggi: 3956Iscritto il: 15 giugno 2006, 18:11
Concerti, Rod Stewart annuncia il tour in supporto al nuovo 'Time'

19 mag 2013

Rod Stewart ha annunciato una lunga serie di concerti in supporto al suo nuovo album "Time", il primo con brani composti ad hoc da molti anni a questa parte. Per ora non c'è traccia di appuntamenti in Italia, ma qualche "buco" tra una data e l'altra c'è e dunque non si esclude qualche sorpresa. I concerti ufficializzati:

1° giugno Nottingham
4 Londra
6 Londra
8 Manchester
9 Manchester
12 Amsterdam
15 Stoccolma
16 Oslo
19 Birmingham
20 Birmingham
23 Sheffield
26 Belfast
27 Belfast
29 Dublino
3 luglio Dortmund
20 luglio - 4 agosto Las Vegas
12 settembre Amburgo
14 Rybnik

Oggi sono state aggiunte queste date addizionali:

17 settembre Liverpool
20 Londra
24 Leeds
27 Newcastle.

http://www.rockol.it


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MessaggioInviato: 4 giugno 2013, 8:41
Avatar utenteMessaggi: 2426Iscritto il: 23 giugno 2006, 1:46
Stasera sono a Londra per il concerto di Rod Stewart all'Arena, vista la scaletta di Nottingham mi aspetto un concertone!
Sici

Nottingham 01/06/2013

Can't Stop Me Now
You Wear It Well
Havin' a Party
(Sam Cooke cover)
Some Guys Have All the Luck
(The Persuaders cover)
Rhythm Of My Heart
The Killing of Georgie
Tonight's The Night
Forever Young
The First Cut Is the Deepest
(Cat Stevens cover)
Have I Told You Lately
(Van Morrison cover)
Brighton Beach
I Don't Want to Talk About It
(Crazy Horse cover)
Finest Woman
Sweet Little Rock & Roller
(Chuck Berry cover)
Soul Girl (backup singers)
It's Over
Hot Legs
You're In My Heart
Maggie May
Baby Jane
Encore:
Sailing
(Sutherland Brothers cover)
Da Ya Think I'm Sexy?


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MessaggioInviato: 4 giugno 2013, 13:58
Messaggi: 1762Iscritto il: 11 febbraio 2007, 4:36
speriamo non la modifichi troppo...
killing of georgie è tra le mie preferite, la elargisce col contagocce...


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MessaggioInviato: 4 giugno 2013, 13:58
Messaggi: 1762Iscritto il: 11 febbraio 2007, 4:36
sici, ovviamente ci racconterai come è andata? ;)


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MessaggioInviato: 7 giugno 2013, 12:56
Messaggi: 1762Iscritto il: 11 febbraio 2007, 4:36
ciao Sici.
ci racconti com'è andata? :D

salvatore


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MessaggioInviato: 8 giugno 2013, 2:25
Avatar utenteMessaggi: 2426Iscritto il: 23 giugno 2006, 1:46
Eccomi,
quando circa 5 mesi fa appresi che ci sarebbe stata la tournè di Rod Stewart per promuovere il disco Time, ho deciso di fare una sorpresa a mia moglie (la vera fan di Rod), acquistando biglietto e viaggio aereo.
Ho fatto quindi questa velocissima fuga a Londra, tutto in meno di 24 ore grazie a Ryan Air e ad una cifra inferiore a quella che avrei pagato per andarlo a vedere ad esempio all’Arena di Verona.
O2 Arena, questa è la mia sesta volta e le cinque precedenti sono sempre state solo per gli Stones.
In questo concerto ho potuto rilassarmi, proprio perché non preso dal solito raptus che mi coglie ogni volta che vedo gli Stones.
Mi sono guardato molto intorno, ho apprezzato la bellezza dell’Arena, i suoi ampi spazi, il suo suono perfetto, la visione sublime, la possibilità di avere un A2 settima fila ad un prezzo di trenta sterline meno della piccionaia pagata il 25/11/12 per il primo concerto degli Stones.
Prima del concerto una velocissima performance di Moya, gran voce ma nient’altro da segnalare.
Alle 20.20 puntuale parte il concerto con Can't Stop Me Now
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l’arena s’infiamma subito con You Wear It Well e con le due cover This Old Heart Of Mine e Twistin' the Night Away poi in rapida successione Rhythm Of My Heart e The Killing of Georgie .
Rod si va a cambiare, è particolarmente ispirato, la voce sembra tornata ai tempi dei Faces.
Il pubblico partecipa in una commuovente Tonight's The Night e continua sulle note di Forever Young.
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Noto molte persone anziane intorno a me, tantissime coppie sui 40-50, sporadicamente qualche ragazzo giovane. C’è un senso di gran gioia e serenità nell’aria, pensate che sono riuscito a far spostare 16 persone di posto per stare vicino a mia moglie.
Avevo due posti, uno all’inizio della fila ed uno alla fine.Con un gran sorriso hanno tutti scalato.
Partono altre 2 cover, The First Cut Is the Deepest e Have I Told You Lately, poi è la volta di
· Brighton Beach , I Don't Want to Talk About It e Finest Woman .
Rod si va nuovamente a cambiare.
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L’artista è accompagnato da bravi musiciste ed un mare di pelo che come dice Cetto La Qualunque, non guasta mai.
Apprezzata soprattutto la ragazza al violino.
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E’ la volta di Sweet Little Rock & Roller, un po’ di Chuck Berry e due bambini, circa 3 anni il primo e 8 il secondo entrano e ballano con Rod. Indossano la maglia del Celtic di cui Rod è grande fan.
Scorrono sul maxischermo le immagini di Rod the Mod con la maglia del Celtic e di quando un paio di mesi fa si mise a piangere per la sconfitta con la Juve (azz!Ho dimenticato la maglia bianconera se no bissavo i 40000 fischi presi a Nizza concerto Stones per aver alzato la bandiera italiana dopo i mondiali del 2006)
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=FBn8Vwj8HsY[/youtube]
Rod si va a demozionare nei camerini e parte Soul Girl cantata dalle coriste sul ritmo di Soul Man, sicuramente il momento del concerto in cui ho prestato più attenzione.
Torna Rod con una camicia a pois improponibile e parte il JukeBox, in gran crescendo.
It's Over , Hot Legs , You're In My Heart , ormai l’arena è impazzita.Una ragazza di 800 anni alla mia sinistra canta tutte le canzoni a memoria anche se ormai il pubblico è in piedi e lei costretta a restare seduta. Le sorrido docilmente, mi ricorda la nonna di Titti, quella che fa le torte per Gatto Silvestro.


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Ho un colpo al cuore quando parte Maggie May e Rod chiama un ospite.Quando avevo preso il biglietto, avevo la speranza che Ronnie salisse sul palco.La tourne degli Stones ha allontanato questa opportunità, ma nella mia mente malata ho pensato: gli Stones hanno suonato il giorno prima e suoneranno il giorno dopo, ci sono due giorni di tempo, magare Ronnie viene a trovare l’amico…
Poi mi è apparso in cielo Mick con la frusta e Keith con il coltello e sono tornato sulla Terra.
L’ospite non ho capito chi era, forse uno strumentista.
Parte Baby Jane , decido che è ora di smettere di fare fotografie e di iniziare a filmare.Gran coinvolgimento del pubblico.
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=snGR_uZLpI0[/youtube]
Sailing è un tributo quasi in acustico, quelle note che sembrano sempre cadere e restano sempre su, proprio come ai tempi dei Five Guys Walk into a Bar.
Da Ya Think I'm Sexy? È l’apoteosi nostante una partenza un pò così con la musica avviata e le luci ancora spente e con Rod che canna l’inizio anticipando la seconda strofa musicale.
Poi in un crescendo di euforia e musica migliaia di palloncini colorati piovono dal tetto dell’Arena sul pubblico che dapprima comincia a farli svolazzare e poi li fa esplodere simulando fuochi d’artificio indor.
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=lz10divMDzA[/youtube]
Dimenticavo, 4-5 canzoni prima delle fine, Rod lancia una quindicina di palloni autografati sul pubblico.
In Inghilterra ho due nemici in più, due ragazze che hanno provato a togliermi quello che mi è piovuto tra le mani….
Sici

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