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Indice  ~  Get Off Of My Cloud  ~  Jimi Hendrix

MessaggioInviato: 27 luglio 2009, 15:55
Messaggi: 2110Località: trevisoIscritto il: 24 febbraio 2006, 0:28
grazie Olia,è interessantissimo


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MessaggioInviato: 27 luglio 2009, 16:42
Avatar utenteMessaggi: 3987Località: MilanoIscritto il: 23 marzo 2008, 12:49
da http://jimihendrixitalia.blogspot.it/

AXIS: BOLD AS LOVE (Track Records 613 003)

PRODUTTORE: CHAS CHANDLER.

TECNICO DEL SUONO: EDDIE KRAMER.

ASSISTENTI: TERRY BROWN, GEORGE CHKIANTZ, ANDY JOHNS.

In Inghilterra l'album esce ufficialmente il venerdì primo dicembre 1967.
La Track pubblicò in fretta e furia l'album per ottenere il massimo delle vendite durante il redditizio periodo di Natale.
Axis: BOLD As LOVE fu accolto calorosamente dai fans, arrivando fino al numero 5 come massima posizione durante la permanenza di 16 settimane nella classifica britannica.

Le canzoni di quest'album sono piene di colori e di sogni; la sensibilità è quella di un poeta romantico, una sensibilità costruita su una grande precisione descrittiva e su un'orchestrazione serrata e sostenuta da acutissime intuizioni sonore.

Nonostante l'ammorbidimento di toni che caratterizzava Axis, un giornalista si chiese, recensendo l'album, come un uomo della gentilezza di Jimi potesse produrre una musica tanto violenta.

Il brano di apertura dell'album è "EXP", un brano sconcertante che inizia con una finta intervista
di Mitch:

Signore e signori, buonasera. Benvenuti all'ascolto di radio EXP.
Questa sera potremo ascoltare un'intervista con un curioso signore che risponde al nome
di Paul Caruso sul controverso tema: 'Esistono o non esistono i dischi volanti e gli UFO?'.

Signor Caruso, potrebbe esporci per favore la sua autorevole opinione su queste assurdità a proposito di navi spaziali e persino di gente venuta dallo spazio?"

Mr. Caruso [alias Jimi]: "Grazie. Come voi sapete non è possibile credere a tutto quel che si sente o si vede. È vero o no? E adesso, se voleste scusarmi, ho proprio da fare."

Mitch farfuglia e ansima incredulo mentre una muraglia di feedback chitarristico al limite del rumore bianco e di scariche elettrostatiche fa friggere ossessivamente gli altoparlanti simulando la partenza di un'astronave.

Subito dopo, ecco l'autentica sorpresa! provocata dalla tipica terzina jazzata di "Up From The Skies", con il supporto di un delicato wha-wha e delle spazzole di Mitch il brano è un significativo esempio del debito d'onore di Jimi nei confronti degli stili tradizionali della musica popolare, decisivi per la sua formazione artistica.

Jimi difficilmente suonò dal vivo "Up from the Skies" ma una di queste volte pare fosse a Roma durante il concerto serale al Brancaccio il 24 maggio 1968.




Un'altra delle poche versioni di Up from the skies live, 8 gennaio 1968 - Stora Salen, Konserthuset Stockholm Sweden


http://www.youtube.com/watch?v=kIBvJUa2 ... r_embedded

Il brano successivo è "Spanish Castle Magic", venne registrata agli Olympic Studios il 27 ottobre 1967.
Il suo riff è un marchio di fabbrica hendrixiano, chitarra, batteria e basso all'unisono danno fin dall'inizio del brano una potente voce ritmica e uno stordente impatto fisico.
La canzone pare dedicata allo "Spanish Castle", una leggendaria sala da ballo ad un'ora d'auto da Seattle, in cui Jimi mosse i suoi primi passi artistici.
La chitarra selvaggia e visionaria di Jimi parte per la tangente...
Non è in Spagna avverte Jimi e poco importa anche che sia un locale nei dintorni di Seattle.
E' tutto nella tua mente non sprecare il tempo a pensare a cose spiacevoli, lascia fluttuare la tua mente.
La magia di un castello spagnolo è nel sogno ad occhi aperti.
Così si può riassumere il messaggio di Jimi in questa canzone.


SPANISH CASTLE MAGIC
9 gennaio 1969, Konserthuset, Hötorget 8, Stockholm, Sweden - SECOND SHOW.



http://www.youtube.com/watch?v=9CoB2Frg ... r_embedded



Wait Untill Tomorrow venne registrata alla fine di ottobre 1967 ed all'apparenza sembra una canzoncina leggera in realtà è tecnicamente impegnativa e Jimi suona note scivolate di sesta
all'unisono con le voci.
La canzone narra con tono ironico, il goffo tentativo incompiuto di una fuga d'amore che termina con il Romeo di turno inseguito e preso a fucilate dal padre della ragazza.
Ricorda Chas Chandler:
All'inizio fu scritta come una presa in giro. Quando iniziò a sperimentarci sopra la considerammo uno scherzo, quasi una canzone comica.
Ma Hendrix al termine delle sedute di registrazione aveva abbandonato qualsiasi intenzione comica avesse avuto in origine, il brano per qualche insondabile ragione risultò uno dei più difficili da completare.


Jimi Hendrix - Wait Until Tomorrow - (Outtake)


http://www.youtube.com/watch?v=_08dh2nt ... r_embedded



Ain't no Telling è un buon brano, molto dinamico con un'Experience in ottima forma, peccato non sia mai stato suonato dal vivo.
La canzone punta decisamente i riflettori sull'esecuzione superlativa di Mitch Mitchell che sfidò Hendrix per tutta la durata del brano, raddoppiando la chitarra ritmica di Jimi e incalzando incessantemente il suo assolo.


Ain't no Telling


http://www.youtube.com/watch?v=2qkdVtUn ... r_embedded




Little Wing è una delle composizioni più belle e delicate di Jimi. E' infatti diventata un "evergreen", di questa canzone esistono numerose cover. Il pezzo è stato interpretato da artisti diversissimi tra loro come Eric Clapton, Steve Ray Vaughan, Sting, Tuck & Patty, Gil Evans....

Little wing è una struggente ballata di straordinaria forza evocativa e la canzone si dissolve su un magico assolo dopo solo due minuti e venticinque secondi.
Un brano breve ma efficace, Jimi lo suonò spesso dal vivo e anche in quelle occasioni il brano non era molto più lungo, in fondo, una volta detto il necessario, non occorreva aggiungere altro.




Little Wing - Royal Albert Hall '69


http://www.youtube.com/watch?v=nePm-L0a ... r_embedded



If Six Was Nine fu probabilmente registrata nel maggio del 1967 e probabilmente si tratta della rielaborazione di alcune session.
Il brano pare infatti suddiviso in due parti distinte ed è basato sulle ruvide contrazioni blues della chitarra di Jimi, doppiata dal potente basso di Noel e contrapposta ai piatti di Mitch.
Il testo è duro ed intransigente e accenna alla differenza tra hippies e freaks negli anni '60.
E' evidente che Jimi parteggiasse per i secondi.

http://www.youtube.com/watch?v=v8BBipmq ... r_embedded

Jimi riuscì a perdere i mixaggi di quella che sarebbe stata la facciata uno.
Pare che volesse portarsi i master a casa.
Andò a una festa e portò il master con sé ma al ritorno dimenticò una delle scatole sul sedile di un taxi.
Così ricorda Jimi Hendrix:
Era stato un lavoro magnifico ma i mix originali andarono persi e bisognò rifarli.
Io, Chas e il tecnico Eddie Kramer fummo costretti a re-mixare a partire dal mattino seguente
con undici ore a disposizione e una cosa simile è molto difficile da fare.

Così ricorda Eddie Kramer:
I problemi più grossi ce li diede If Six Was Nine; non riuscii più ad avvicinarmi alla qualità del precedente premixaggio.
Eravamo lì a grattarci la testa senza sapere che cosa fare.
Chas chiese se qualcuno aveva un nastro di quel premixaggio e si scoprì che Noel ne era in possesso.
Chas mandò qualcuno in taxi a casa sua e ci arrivò un nastrino di plastica da tre pollici su bobina dal quale veniva via qualche pezzo.
Prima di metterlo nell'apparecchio dovetti stirare tutte le pieghe.
Registrato alla velocità di 19 cm al secondo, era un incubo. Venne trasferito a 38 cm al secondo e questa è la versione che si ascolta oggi.

Riflette Chandler:
Considerando ciò che avevamo dovuto fare per ricuperare l'originale, il risultato fu fantastico.
La canzone fa in seguito ceduta per l'utilizzo nella colonna sonora del film Easy Rider e al cinema faceva veramente un bell'effetto. Mi fanno i complimenti ancora oggi!".


http://www.youtube.com/watch?v=xylaFXwo ... r_embedded


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MessaggioInviato: 27 luglio 2009, 23:23
Avatar utenteMessaggi: 2239Località: BeneventoIscritto il: 11 settembre 2006, 22:40
grazie mille Olia, sò imparando tanto di jimi hendrix in queste pagine :wink:


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MessaggioInviato: 29 agosto 2009, 19:39
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Un nuovo inno americano
da http://jimihendrixitalia.blogspot.it/


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Sul far del giorno di lunedì 18 agosto 1969, la fattoria per la produzione del latte di Max Yasgur a Bethel nello stato di New York sembrava una gigantesca voragine nella campagna dell’Upstate New York.
Una vasta moltitudine di gente, più di 400.000, avevano occupato quelle terre per diversi giorni ed ora come quella folla si disperdeva lasciava dietro di se un mare di fango e di detriti.
L’unica isola di quel mare era un palco elevato, costruito appositamente per quello storico evento e il 18 agosto la vista da quel palco era indimenticabile: la fattoria di Max Yasgur impregnata di pioggia, calpestata e lordata con abbastanza spazzatura da soffocare una cittadina poteva sembrare un campo di rifugiati.
Questa era la scena che attendeva Jimi Hendrix e il suo nuovo gruppo mentre si apprestavano a chiudere il Festival di Woodstock (Woodstock Music and Arts Festival).

Propagandato dai promoters come “tre giorni di pace e musica” , Woodstock era diventato realtà sul terreno della fattoria di Max Yasgur per un intero e apparentemente interminabile week-end, migliaia di giovani avevano ondeggiato sotto i cieli aperti e le piogge torrenziali divertendosi con la musica e propagandando un senso di speranza e rinnovamento che avrebbe caratterizzato la loro generazione.
Gli organizzatori avevano disposto 25 gruppi che andavano dalla cantante blues-rock Janis Joplin al quartetto inglese degli Who.
Hendrix, il più acclamato chitarrista del momento e considerato un portento anche dagli altri musicisti, insistette per chiudere il festival, ma giunto il giorno 18 agosto questa parve una scelta sbagliata.
A causa di vari problemi tecnici e ritardi dovuti alla pioggia la tabella del Festival di Woodstock era in ritardo di quasi un giorno, molte delle persone che riempivano l’anfiteatro naturale del festival se ne erano già andate.
Dopo aver vissuto tre giorni di pace, musica, pioggia, amore, sesso, droghe, scarsità di cibo, folla soffocante e fango fino alle caviglie, questi pellegrini erano soddisfatti ed esausti.
Essi stavano trasmigrando, riversando la marea umana che era affluita nel’upstate New York durante il week-end, creando uno dei più grandi ingorghi stradali della storia degli autotrasporti – un unico parcheggio di 17 miglia lungo la Route17B.
I pionieri della Woodstock Generation, come amano raccontare, avevano fatto quel che dovevano fare e ora tornavano a casa.
Le 80.000 persone rimaste erano abbastanza per riempire uno stadio ma non per 600 acri di terreno.
Ritardatari vagavano sporchi, infanganti tra il paesaggio devastato come sopravvissuti a una frana, guardandosi intorno attoniti chiedendosi dove fossero finiti tutti gli altri.
Woodstock stava diventando un evento unico, non ci sarebbero stati altri avvenimenti del genere che sarebbero stati in grado di replicare quella mistura unica di musica, magia, miseria, spontaneità e storia.
Ma la leggenda non era ancora completa e coloro che se ne andarono prima non possono che rimpiangere la scelta fatta.

L’ultimo artista, Jimi Hendrix, salì sul palco sotto un cielo rosa striato dall’alba con la sua Fender Stratocaster bianca in spalla e i suoi capelli ribelli con una fascia per capelli rossa che accentuava i tratti marcati del suo volto espressivo.
Hendrix sembrava un autostoppista cosmico , uno zingaro con stivali da cow-boy, jeans a campana, cintura torchiata d’argento e una tunica frangiata bianca e una camicia con dei merletti sul davanti.
La gente sparsa si radunò e un fragoroso applauso salutò Jimi.
Hendrix esaminò i duri a morire che lo avevano aspettato per tre giorni interi e sorrise.
“A quanto vedo ci incontriamo ancora” disse calorosamente “ Hmmmm…”

Il suo nuovo gruppo, Gypsy Sons and Rainbows, lo seguì e prese posto sul palco tra i tralicci che sostenevano gli amplificatori.
Il bassista Billy Cox, compagno d’armi e suo vecchio amico fin dai tempi di Fort Campbell, Kentuky, fu il primo musicista ad essere chiamato dopo la defezione dal gruppo originale, The Jimi Hendrix Experience, il giugno precedente, del britannico Noel Redding.
Anche il chitarrista Larry Lee accompagnava Jimi sul palco a Woodstock, sia Larry che Billy erano amici di Hendrix dal tempo del servizio militare.
La sezione ritmica della formazione comprendeva il percussionista Juma Sultan che aveva suonato insieme al leggendario jazzista John Coltrane.
Il secondo percussionista, Jerry Velez, era invece appena tornato dal Vietnam e stava faticosamente reinserendosi nella vita civile e Jimi gli stava semplicemente dando una mano.

Il batterista Mitch Mitchell era l’unico rimasto della band originale, The Jimi Hendrix Experience, una band che nel giro di un paio d’anni cambiò la musica “pop” per sempre, miscelando ballate rock, blues, soul, funk e pop reinterpretandole in maniera mai sentita prima.
Dal suo debutto in Inghilterra nel settembre 1966 il trio conquistò le vette del rock e nel volgere di nemmeno tre anni la band divenne uno dei più pagati e conosciuti gruppi della scena musicale, Hendrix a Woodstock era l’attrazione principale e la più pagata.


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Dopo lo scioglimento degli Experience, Jimi continuò, senza riposo, nella ricerca compulsiva
che colorava la sua musica e la sua vita.
Questa ricerca portò Hendrix a sfidare se stesso e il suo modo di suonare, Jimi voleva cambiare immagine e provare nuove esperienze musicali.

La Jimi Hendrix Experience era stata un classico “power trio” – chitarra, basso, batteria.
La nuova formazione di Hendrix, Gypsy Sons and Rainbows, ora contava il doppio di musicisti.
Il nuovo lineup poteva in qualche modo essere più forte e incisivo degli Experience, essere più vicino allo spirito che Jimi perseguiva nella sua musica o almeno così credeva Hendrix che era stufo di sentirsi ingabbiato dentro un power trio e del circo del rock’n’roll in genere.
…Ma c’erano dei problemi, Jimi non aveva più fatto un concerto dallo scioglimento degli Experience a Denver nel giugno precedente e aveva assemblato la nuova formazione poche settimane prima del festival e non ebbe un nome fino a pochi minuti prima di salire sul palco a Woodstock la mattina del 18 agosto.

Nelle settimane precedenti al festival i musicisti cominciarono a suonare insieme ma facevano fatica ad amalgamarsi, non riuscivano ad entrare in sintonia come Hendrix si aspettava.
Le prove quotidiane non fecero che evidenziare la loro mancanza di coesione e feeling.
Ricorda Mitch Mitchell nelle sue memorie nel 1990:
Spesso durante le prove avevo la sensazione che Jimi aveva capito che il gruppo non avrebbe funzionato e avrebbe voluto non dover suonare al festival e ricominciare da capo con un’altra formazione.

Il gruppo provò per tre settimane in una casetta tra i boschi e le campagne vicino a Woodstock.
Non sapevano quanto fossero pronti per il concerto finchè non salirono sul palco e si trovarono faccia a faccia con il pubblico, una massa di fans del rock che aveva già passato un intero week end ascoltando la miglior musica rock forse mai suonata.

Malgrado le difficoltà che prevalsero a Woodstock, il gruppo di Hendrix fece il suo dovere al meglio.
Il sound-system, messo a dura prova da un week-end con anche pioggia e fulmini, minacciava di saltare ad ogni secondo.
In centinaia tra la folla andavano scalzi tra i cavi elettrici, dissepolti dalla pioggia e dalle migliaia di persone che hanno camminato su quei terreni.
Il palco era sprofondato di diversi centimetri nel terreno soffice e puntava in avanti come una nave che solca mari agitati.
L’umidità e il clima afoso non giovavano certo alle chitarre e al basso che erano spesso scordati.
Ma in cima alle sfide poste dalle difficoltà contingenti, Hendrix aveva un avversario in più da affrontare:
se stesso.

Nonostante il nuovo lineup, Hendrix arrivò a Woodstock distratto e stremato dalla tremenda richiesta di concerti, interviste e apparizioni.
Nel backstage, la domenica notte, durante una di queste discussioni con i manager, Hendrix si sentì male.
Ufficialmente la causa fu attribuita a dell’acqua contaminata che Jimi bevve quella sera e comunque sta di fatto che Hendrix prima del concerto fu ricoverato in un lettino nella tenda medica e solo verso mattina si riprese e dopo poco salì sul palco.

Egli era ancora “Jimi Hendrix”, una fonte di energia incendiaria per chitarre, uno sciamano elettrico che suonava il blues come se ne fosse posseduto ma il “Voodoo Chile”, come Jimi stesso si proclamò in una sua celebre canzone, stava invecchiando.
Jimi aveva condensato parecchie vite nei suoi 26 anni e quel sovraccarico traspariva sul suo volto, ogni cosa per Hendrix correva a velocità folle, per Jimi a Woodstock il futuro era lì in quel momento, plug and play…

La band fu erroneamente presentata come “The Jimi Hendrix Experience” e ci volle un momento perché la folla facesse conoscenza della nuova formazione.
Hendrix gentilmente corresse il presentatore :
” Vedi, a noi piacerebbe andare un po’ più avanti, ci siamo stancati degli Experience e stavamo veramente rischiando di andare fuori di testa e così abbiamo deciso di cambiare tutti e di chiamarci Gypsy Sons and Rainbows… Per un po’ almeno perché non siamo altro che una banda di zingari.”

Hendrix parlava alla folla nella stessa maniera in cui suonava, con una cascata di parole e frasi che danzavano ritmicamente uscendo dalle sue labbra.

Qualcuno dal pubblico gli gridò:
“Jimi are you high? – Jimi sei fatto?”
Sembrava più un’offerta che un’accusa.
“Ho la mia, grazie tante” rispose Jimi.

La band suonò per due ore e si esibì alternando pezzi rivisitati dal repertorio degli Experience a nuovi brani sperimentali che lasciavano intuire la futura evoluzione stilistica del grande chitarrista.
Alcuni momenti dell’esibizione furono meglio di altri, in alcuni gli strumenti rifiutavano di rimanere accordati mentre altre volte traspariva l’inesperienza della formazione.
“ Si, lo so” disse Hendrix ad un certo punto del concerto “ accordiamo sempre tra una canzone e l’altra e questo non va bene e quello anche ma non siamo tutti in uniforme questa è una jam session se non vi piace potete anche andarvene…. Suoneremo un nuovo inno nazionale finchè non ne troveremo uno migliore” e introdusse “Voodoo Child (Slight return)” e mentre la stava suonando si ruppe la corda della chitarra.
Hendrix verso la fine del set si allontanò dal microfono e dalla sua chitarra uscirono le prime note di una canzone che tutti tra il pubblico conoscevano a memoria fin dalla tenera età:
The Star Spangled Banner
Attraverso i campi che sembravano una zona di guerra, la familiare melodia aleggiava sulla folla di Woodstock, con un tono triste che sembrava gemere sotto strati di distorsione.
Lo spazio che Hendrix lasciava tra ogni nota suonata sembrava dilatato, stava succedendo qualcosa che non aveva precedenti, Jimi stava suonando l’inno nazionale americano e lo stava trasformando in un “lamento” nazionale.
Il pubblico ascoltava rapito, molti tra la folla seguivano l’inno con le labbra mentre Hendrix lo suonava.
Jimi lo eseguì fedelmente ma ad un certo punto con la sua Stratocaster materializzò il fragore di bombe che esplodono, sibili di razzi che tagliano l’aria, sembrava come se il suo strumento si fosse trasformato in una macchina da guerra.
Gli amplificatori sussultarono alle raffiche di mitragliatrici e al fragore degli esplosivi, il tutto generato da un solitario chitarrista che crea un incubo di visioni con una bandiera stelle a strisce che sventola su una nazione impegnata in una sporca e sanguinaria guerra in Vietnam.
La chitarra di Hendrix sembrava irriverire e allo stesso tempo rendere omaggio alla grandiosità dell’inno nazionale, il suo pianto elettrificato di emozioni riecheggiò nei cuori e nelle menti del pubblico.

Hendrix non concluse il concerto con l’inno nazionale ma “Star Spangled Banner” suonata da Jimi Hendrix a Woodstock divenne un’icona del festival stesso, un momento significativo su cui testimoni, ascoltatori, musicisti e critici a distanza di quaranta anni discutono ancora.

Woodstock portò a Hendrix una ventata di nuova energia che lo portò a rinnovare la sua attività.
Passò l’anno seguente al festival nella stessa maniera dei primi tre: in tournè o in sala di registrazione.
Attraversò varie volte gli Stati Uniti e l’Europa con rare soste di riposo, registrò centinaia di nastri in studio con jam sessions, idee, canzoni e il materiale inedito potrebbe riempire ancora numerosi cd.

Dopo Woodstock, per Hendrix c’era un’urgenza come se fosse consapevole di essere in corsa contro il tempo per trovare o finire qualcosa…. Il tempo purtroppo stava scadendo.
“Non sono sicuro che arriverò a vivere fino all’età di 28 anni…” disse Jimi in un’intervista al giornale danese Morgenposten nel 1970.

La sua previsione fu tristemente azzeccata.


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MessaggioInviato: 1 settembre 2009, 16:23
Avatar utenteMessaggi: 3987Località: MilanoIscritto il: 23 marzo 2008, 12:49
Il catalogo di Jimi Hendrix in gestione alla Sony: nel 2010 inediti e ristampe


Grazie a un accordo di licenza siglato con gli eredi dell’artista, valido per i prossimi otto anni e sull’intero mercato mondiale, Sony Music Entertainment strappa a Universal Music la gestione dei master di Jimi Hendrix: operazione importante non solo sotto il profilo storico-culturale ma anche per le sue implicazioni commerciali, dal momento che il catalogo del leggendario chitarrista di Seattle muove tuttora ogni anno qualcosa come 1,2 milioni di pezzi in tutto il mondo.
Facile prevedere un’ondata di “inediti” e di ristampe, che Janie Hendrix (presidente e amministratore delegato di Experience Hendrix) e Adam Block di Sony Legacy hanno confermato a Billboard senza entrare troppo nei dettagli: è certo, tuttavia, che la nuova alleanza (in vigore dal prossimo 1° gennaio) porterà nei negozi nel 2010 deluxe editions dei tre storici album incisi da Jimi con la Experience, “Are you experienced?”, “Axis: bold as love” e “Electric ladyland”, ripubblicazioni della collana di bootleg ufficiali pubblicati su etichetta Dagger, un box set retrospettivo e le registrazioni in formato cd e dvd dei concerti tenuti nel febbraio del 1969 alla Royal Albert Hall di Londra, peraltro già annunciate per quest’anno; al di fuori degli Stati Uniti (dove i diritti rimangono alla EMI), Sony gestirà anche la distribuzione del live del 1970 “Band of Gypsys”. La campagna di ristampe e di nuove emissioni sarà inoltre promossa da un tour nel corso del quale altri artisti riproporranno dal vivo il repertorio dell’indimenticato guitar hero. “La bellezza di un artista come Hendrix”, sostiene Block, “è che anno dopo anno la musica di Jimi rappresenta una sorta di rito di passaggio per i ragazzi che crescono”.
La mossa degli eredi del musicista potrebbe anche avere una natura in qualche modo compensativa: lo scorso mese di marzo, infatti, la Experience Hendrix aveva trasferito l’amministrazione dei copyright e del catalogo editoriale di Jimi proprio da Sony/ATV a Universal Music Publishing.


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MessaggioInviato: 1 settembre 2009, 18:57
Avatar utenteMessaggi: 706Località: Acqui Terme (AL)Iscritto il: 12 luglio 2007, 12:01
secondo me il periodo Band of Gysyes non è ancora stato rivalutato come meriterebbe


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MessaggioInviato: 2 settembre 2009, 19:36
Avatar utenteMessaggi: 3987Località: MilanoIscritto il: 23 marzo 2008, 12:49
Probabilmente perchè legato alla disputa contrattuale con la PPX di Ed Chalpin.
La registrazione dell'album "Band of gipsy"fu una forzata operazione di marketing per andare a saldare l'accordo ancora in discussione con il suo primo manager abbandonato in fretta e furia per correre a londra con Chandler senza prima chiuderlo.
Oltretutto Jimi non era per nulla soddisfatto delle registrazioni: "fosse stato per me non l'avrei fatto uscire.Il risultato finale fu un pò grigio".
Comunque gira un ottimo bootleg "Band of gipsy session" con le prove del famoso concerto al Fillmore.


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MessaggioInviato: 3 settembre 2009, 14:14
Avatar utenteMessaggi: 3987Località: MilanoIscritto il: 23 marzo 2008, 12:49
Purple Haze
Jimi Hendrix Memorial Festival
Parco Meda - Via Filippo Meda, 140 ROMA
18 / 19 / 20 settembre 2009




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A distanza di quarant’anni dal mitico Festival di Woodstock, raduno che caratterizzò una generazione, si terrà al Parco Meda di Roma (Metro B, fermata Monti Tiburtini), una tre giorni interamente dedicata alla musica dei favolosi “sixties”.
Il festival si svolgerà nell’ambito della rassegna “Suoni & Visioni al Parco Meda” ed è promosso dall’Associazione Culturale “IL CROCEVIA” e la Cooperativa Sociale “ON THE ROAD” in collaborazione con Roberto Crema curatore del blog “ http://jimihendrixitalia.blogspot.com/


Filo conduttore dell’evento sarà infatti la musica di Jimi Hendrix, un’icona di quegli anni di fermenti culturali, di amore e musica, di sogni e utopie.

Jimi Hendrix non fu solo l’immagine simbolo di un’epoca ma soprattutto uno dei punti di svolta nella storia del rock, un protagonista unico, un innovatore della scena musicale.
Indimenticabile è stata la sua partecipazione a Woodstock, quando in chiusura di quel festival, con una straordinaria visionarietà artistica, riscrisse l'inno nazionale americano in modo provocatoriamente dissacrante e distorto.

A lui si sono ispirati e ancor oggi si ispirano, numerosissimi artisti, non è un caso se tutti i grandi del rock e del blues da Steve Ray Vaughan e Albert King a Uli John Roth o Yngwie Malmsteen gli hanno reso omaggio.
La sua musica pare essere universale in quanto è stata rivisitata in mille modi e stili, dalle interpretazioni jazz di Gil Evans alle versioni dei Cure o di Nigel Kennedy…
e nonostante siano passati parecchi anni dalla sua prematura scomparsa, lo stile di suonare la chitarra alla “Hendrix” ancora influenza molti giovani chitarristi..

Per celebrare questo grande musicista, al Parco Meda, si cimenteranno vari artisti provenienti da tutta Italia che interpreteranno Hendrix, ciascuno secondo il proprio stile e arte.

Dallo stile Soul e Rhythm ‘n’ Blues del grande Gepy & Gepy al rock visionario e suggestivo dei Quasar di Gianni Leacche, passando per l’”Hendrix psichedelico prima maniera” interpretato dagli Electric Sun da Perugia, all’Hendrix duro e acido dell’ultimo periodo 1970” suonato dai Voodoo Groove di Verona.

Vi sarà inoltre il grande “maestro hendrixiano” Maurizio Bonini, unico musicista italiano che vanta nel suo curriculum una collaborazione discografica con il compianto Noel Redding già bassista della Jimi Hendrix Experience.
Da non dimenticare la partecipazione della Blue Experience di Fulvio Feliciano e Pino Liberti che renderanno omaggio anche ad un altro grande chitarrista, Steve Ray Vaughan.
Sono previsti, a sorpresa, altri ospiti illustri che potrebbero eventualmente unirsi ai vari musicisti per una jam session.


Le serate inizieranno alle ore 19:00 con gli As u wish e i Lexofan, due gruppi rock romani emergenti, e il cantautore Pino Leonardi….


Si proseguirà poi con la proiezione di rari filmati di Jimi Hendrix provenienti dalla collezione privata di Roberto Crema.

I video comprenderanno varie fasi della vita del grande chitarrista a partire da rarissimi filmati di un giovane Hendrix nel 1965/66 ad alcuni spezzoni dell’ultimo concerto all’Isola di Fehmarn nel 1970.
Oltre ai filmati del festival di Monterey, Woodstock e di Wight, non mancheranno anche altri video rari di Jimi Hendrix quali le riprese negli studi televisivi francesi e lo spezzone dalla cineteca Rai dell’unico concerto romano del maggio 1968.

Verrà proiettato per la prima volta un video inedito del dicembre 1967 in cui gli Experience suonano “Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club band” in onore dei Beatles presenti a quel concerto.

I filmati verranno commentati da “esperti” hendrixiani

Dalle 21:30 in poi, ad animare le serate, proseguiranno gli altri gruppi già citati (Gepy & Gepy, Electric Sun, Voodoo Groove, Blue Experience, Quasar e Maurizio Bonini).

Durante la manifestazione in un’area dedicata, sarà allestita una mostra fotografica con foto inedite di Jimi Hendrix in Italia e la presenza di alcuni dei professionisti romani che scattarono quelle immagini (Mimmo Chianura e il figlio del famoso Marcello Geppetti).
Altre immagini saranno di vari fotografi quali i milanesi Fabio Treves, Renzo Chiesa, Ezio Gionco… tutti scatti presi durante la tournèe italiana degli Experience…

Una curiosità riguardo al manifesto della rassegna:
L’immagine di Jimi Hendrix è tratta da uno scatto di Baron Wolman, famoso fotografo americano, il quale ha concesso a titolo gratuito, esclusivamente per questa rassegna, l’utilizzo dell’immagine facendo i migliori auguri agli hendrixiani italiani per il successo della manifestazione.
( www.baronwolman.com )

Ma all’evento già ricco di proposte non poteva mancare l’esposizione delle opere del quotato pittore modenese Franco Ori che esporrà alcune sue tele raffiguranti dei grandi del rock e del jazz e si esibirà in una performance artistica dipingendo, durante i concerti, una tela ispirata a Jimi Hendrix. ( www.francori.it/Sito/home.html )

L’intera manifestazione no-profit “Suoni & Visioni al Parco Meda” è intesa alla valorizzazione culturale del Parco Meda, spazio verde e luogo di aggregazione, curato e autogestito dalla gente del quartiere e attualmente minacciato dalla lottizzazione e dalla speculazione…..


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MessaggioInviato: 4 settembre 2009, 16:56
Messaggi: 2110Località: trevisoIscritto il: 24 febbraio 2006, 0:28
Sarà belissimo....


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MessaggioInviato: 6 settembre 2009, 12:15
Avatar utenteMessaggi: 3987Località: MilanoIscritto il: 23 marzo 2008, 12:49
Spesso e volentieri dimentico di non menzionare alcune fonti di news, approfondimenti o articoli vari.
Ma sicuramente vorrrei ancora una volta ringraziare Roberto Crema e il suo blog dedicato a Jimi per tutte le sue preziose notizie e iniziative che hanno dato modo di conoscere meglio questo grande artista.
Olia


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MessaggioInviato: 18 settembre 2009, 10:20
Avatar utenteMessaggi: 3987Località: MilanoIscritto il: 23 marzo 2008, 12:49

18 Settembre 1970


Probabilmente uno dei più grandi.
L'uomo che ha liberato il suono della chitarra elettrica, un grande autore.
Viene trovato privo di vita nel suo letto a Londra.


Angel came down from heaven yesterday
She stayed with me just long enough to rescue he
And she told me a story yesterday,
about the sweet love between the moon and the deep blue sea
And then she spread her wings high over me
She said she's gonna come back tomorrow

And I said "fly on my sweet angel,
fly on through the sky,
fly on my sweet angel,
tomorrow I'm gonna be by your side"

Sure enough this morning came unto me
Silver wings silhouetted against the child's sunrise
And my angel she said unto
"today is the day for you to rise,
take my hand, you're gonna be my man,
you're gonna rise"
And she took high over yonder

And I said "fly on my sweet angel,
fly on through the sky,
fly on my sweet angel,
forever I will be by your side"



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...........Ciao Jimi.


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MessaggioInviato: 18 settembre 2009, 10:24
Avatar utenteMessaggi: 3987Località: MilanoIscritto il: 23 marzo 2008, 12:49
18 settembre 1970
Jimi Hendrix è con Monika Danemann al Samarkanda Hotel.

Ricorda Monika Danemann:
Presi un sonnifero intorno alle 7 di mattina e preparai due panini con il tonno per Jimi, poi andammo a letto e continuammo a chiacchierare fino a quando ci addormentammo. Verso le 10,20 mi svegliai, Jimi stava dormendo tranquillamente, uscii e andai a prendere le sigarette dal droghiere dietro l’angolo. Quando dopo poco tornai mi accorsi che Jimi era stato male e aveva vomitato. Vidi che aveva preso dei sonniferi, mancavano infatti nove pillole dalla bottiglietta, sebbene Hendrix respirasse normalmente non riuscivo a svegliarlo, decisi quindi di chiamare un dottore. Sapevo che il medico di Jimi si chiamava Robertson perché vi ci aveva portato Billy Cox qualche giorno prima. Cercai sull’agenda telefonica di Jimi ma c’erano troppi Robertson e non riuscì a trovare chi fosse il medico, chiamai allora Alvenia Bridges, la ragazza di Eric Burdon ma nemmeno lei conosceva il numero di telefono del dottor Robertson. Eric venne allora al telefono e mi chiese cosa stesse succedendo, gli raccontai di Jimi che non riuscivo a svegliarlo e dissi che volevo chiamare un’ambulanza ma lui mi rispose che era meglio aspettare perché si sarebbe svegliato da solo.

Ricorda Eric Burdon:
Quando sentii Monika subito pensai” Ma perché diavolo vuole svegliare Jimi? Non si è mai alzato prima di mezzogiorno” Poi capii che lei era nel panico così le dissi di scuoterlo, di gettargli dell’acqua sul viso, di fargli un caffè… insomma le solite cose!

Ricorda Monika Danemann:
Non c’era mezzo di svegliare Jimi, così alla fine chiamai l’ambulanza che arrivò circa venti minuti dopo.

Ricorda Alvenia Bridges:
Arrivai al Samarkanda Hotel che l’ambulanza era appena andata via. Monika mi disse che aveva nascosto la chitarra, il passaporto e altri effetti personali di Jimi, non voleva che si sapesse che si trattava di lui.

Ricorda Reg Jones (soccorritore dello staff dell’ambulanza)
Era terribile a vedersi, quando arrivammo era coperto di vomito, il cuscino ne era zuppo, vomito disseccato nero e marrone. Sentimmo se c’era polso ma non riuscimmo a trovarlo, così provammo con una luce negli occhi per vedere se c’era una qualche reazione. Purtroppo nulla da fare…

Ricorda Ian Smith (Ispettore della stazione di polizia di Nothing Hill)
Arrivammo nell’appartamento al piano terra in Lansdowne Crescent da cui ricevemmo la segnalazione e la ragazza (Monika) ci disse che si trattava di Jimi Hendrix. Hendrix era steso sul pavimento e i soccorritori dell’ambulanza stavano cercando di rianimarlo ma senza speranza.

Jimi viene trasportato in ambulanza al St Mary Abbots Hospital forse per un estremo tentativo di rianimarlo…

Ricorda Alvenia Bridges:
Quando arrivai all’ospedale Monika si mise in contatto con me usando un falso nome perché era talmente spaventata che mi sembrava stesse per perdere il lume della ragione.

Ricorda il dottor John Bannister (medico all’accettazione del St Mary Abbots Hospital):
L’ambulanza ci portò un paziente in stato d’incoscienza su una barella. Subito ci demmo da fare per tentare di rianimarlo. Praticammo il massaggio cardiaco, l’aspirazione di liquidi sia dalla faringe che dalla laringe... Quando venne ricoverato probabilmente era già morto da un po’, non aveva polso, battito cardiaco, nessuna reazione… il tentativo di rianimarlo fu una pura formalità, lo facciamo con ogni paziente che viene ricoverato. Ho un ricordo vivido di quei momenti perché il tratto respiratorio e la faringe erano pieni di vino rosso e succhi gastrici e pensai a quanto terribile fosse stato morire così, letteralmente affogato nel vino rosso…

Ricorda Alvenia Bridges:
Non ci volevo credere, Jimi Hendrix era morto, non lo potevo veramente credere, chiedemmo di poterlo vedere e solo dopo numerose insistenze ci concessero di farlo. Chiedemmo di avere i suoi effetti personali e ci diedero ciò che era contenuto nelle tasche dei suoi vestiti. A quel punto Monika diventò isterica e si gettò a terra gridando e piangendo, corsi ad un telefono e chiamai Eric che ci fece accompagnare al suo hotel.

Ricorda Gerry Stickells:
Andai all’ospedale per identificare il corpo. Era tutto così strano, ancora non mi rendevo conto di che talento avessimo perso…

Ricorda Mitch Mitchell:
Mi chiamò Eric Barrett e mi comunicò la tragica notizia, Jimi era morto. Semplicemente non poteva essere vero. Non riuscii a provare nessuna emozione. E’ stato difficile per me accettare la sua mancanza. Jimi è stato spesso descritto come una figura tragica, sì, morì tragicamente, ma non è la stessa cosa, lui era una persona piena di spirito, divertente e ancora adesso mi manca.

Ricorda Noel Redding:
Era la prima volta nella mia vita che moriva qualcuno che conoscevo bene. Ero a New York quando nella mia camera arrivarono delle ragazze a comunicarmi la notizia e queste ad un certo punto volevano suicidarsi gettandosi dalla finestra, ovviamente le dissuasi e sebbene io non sia una persona religiosa, tutti insieme andammo in una chiesa a pregare per Jimi, poi andammo in un cocktail bar e ci ubriacammo tutti vergognosamente. Ero sotto shock. Non ho mai sognato di Jimi, ma qualche giorno dopo una notte sognai di lui. Entrava nella stanza e io gli dicevo “Hey, ma sei morto” e lui rispondeva “Si tranquillo, volevo solo salutarti”

Da una dichiarazione del Professor Donald Teare, anatomo-patologo che eseguì l’autopsia su Jimi.

“Non vi sono segni di tossicodipendenza, le cicatrici della dipendenza sono indelebili e in questo caso non ce n’è traccia.”


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Grazie a Roberto Crema.


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MessaggioInviato: 22 settembre 2009, 18:14
Avatar utenteMessaggi: 3987Località: MilanoIscritto il: 23 marzo 2008, 12:49
Janie Hendrix, la sorella di Jimi Hendrix che cura il catalogo del grande chitarrista scomparso, afferma che in archivio c'è materiale inedito per "un altro decennio" di pubblicazioni discografiche e video. Janie è presidente e amministratore delegato delle due società che gestiscono il patrimonio musicale di Jimi Hendrix, la Experience Hendrix e la Authentic Hendrix. Per i prossimi dieci anni, Janie Hendrix promette una nuova pubblicazione ogni 12 o 18 mesi. Si parla di bootleg ufficiali ma anche di filmati inediti. E in effetti, Jimi Hendrix lavorò senza sosta in studio per quattro anni prima di morire. Aveva a disposizione gli Electic Lady Studios e non si fermava mai.
In archivio ci sono molti nastri da restaurare con musica completamente inedite, accuratamente custoditi a temperatura costante per non rovinarli. I nastri sono divisi in due archivi, a New York e Los Angeles, per ripararsi anche da eventuali catastrofi naturali. Ma naturalmente esistono i duplicati di tutto. Il business della musica di Hendrix è tutt'ora ricchissimo e non stupisce la cura di Jamie Hendrix per l'archivio. C'è anche l'indotto. La Gibson ad esempio sta lanciando una nuova linea di chitarre con il nome del rocker.


Fà sempre male ascoltare e assistere quel che combina quella donna...
Ma se inediti sono,che ben vengano!!!!!!


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MessaggioInviato: 23 settembre 2009, 14:58
Avatar utenteMessaggi: 3987Località: MilanoIscritto il: 23 marzo 2008, 12:49
Guardatevi questo Jimi tratto dal Rainbow Bridge!!!!




http://www.youtube.com/watch?v=l8QI7OR9 ... re=related


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MessaggioInviato: 23 settembre 2009, 15:05
Avatar utenteSite AdminMessaggi: 3926Località: MilanoIscritto il: 6 gennaio 2006, 23:20
spettacolare! del concerto di Maui mi e' sempre piaciuta la scena di quando attaccano Fire, tutti gli Hyppie son seduti (forse per l'interminabile assolo di batteria), ma appena attaccano il pezzo si alzano uno alla volta a ballare

http://www.youtube.com/watch?v=Bu8c8W-r0Y0


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