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Indice  ~  Concerti  ~  O2 Arena, Londra - 25-29 Novembre 2012

MessaggioInviato: 5 dicembre 2012, 15:49
Messaggi: 2777Iscritto il: 29 giugno 2007, 9:18
perchè gli Stones sono universali e se qualcuno era piu' famoso di gesu' l, loro lo erano e sono piu' famosi del diavolo

stones on the road per sempre

rosso57 <) 2013 new tour


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MessaggioInviato: 5 dicembre 2012, 17:32
Messaggi: 947Località: (BG)Iscritto il: 6 novembre 2006, 13:11
@rosso :P

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MessaggioInviato: 6 dicembre 2012, 22:32
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MessaggioInviato: 6 dicembre 2012, 22:44
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MessaggioInviato: 7 dicembre 2012, 1:45
Messaggi: 56Iscritto il: 27 ottobre 2012, 10:39
bobo ha scritto:
prodigalson il 29 anche io ero al 404 fila D posto 548 ....poco più avanti del cinghiale con cui ci siamo fotografati in diversi quando si è tolto la t shirt ed aveva tutta la schiena tatuata con linguaccia del 50ennale...la cosa stupefacente del pubblico a Londra è che c'erano tipi del genere vicini ad anziane in pelliccia che sembrava fossero andate a teatro per la traviata...anche nel negozio in carnaby stessa variegata clientela....scusandomi per la mia grande ignoranza, se qualcuno vuole i filmati che ho di quella sera, visto che non li so mettere in rete, me li può chiedere on bobogra@libero.it ....purtroppo la telecamera aveva impallato, manca la parte iniziale del concerto, i due pezzi di keith e ahimè ycagwyw e satisfaction....anzi se qualcuno li ha e me li invia per mail lo ringrazio fin d'ora....


Ricordo bene il cinghiale di cui parli, quindi eri alla mia destra. Hai ragione sulla fauna più disparata che ci potesse essere; dietro di me avevo 3 ragazzini francesi (tra i 16 e i 18) con la (presumo) mamma di vecchia fede Stoniana, al mio fianco, dx e sx c'erano 2 bisonti molto statici di circa 120 kg l'uno, non si muovevano (ma mi vien da dire per fortuna) di un pelo e davanti a me avevo una specie di Benny Hill che danzava scatenato ad ogni brano. Anch'io ho fatto tre video (Gimme Shelter, Champagne and Reefer e YCAGWYW) ma non riesco a postarli per cui se qualcuno li vuole in un altro modo mi faccia sapere, ma se ne trovano già talmente tanti in rete ...
Comunque ne è valsa davvero la pena. e ora in attesa di aspettarli in Italia vediamoceli su SKY il 15 dicembre. Ciao a tutti


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MessaggioInviato: 8 dicembre 2012, 23:31
Avatar utenteMessaggi: 3968Località: leccoIscritto il: 18 luglio 2009, 23:29
Sono arrivato questa mattina dal mio soggiorno londinese, quella serata del 29 rimarrà impressa nella mia mente per sempre, a parte le mie disavventure tipo perdere il telefonino, la serata fu di quelle che non si scordano.
Uno spettacolo fantastico, ma vedo che è già stato detto tutto, ma una cosa voglio dire, per la prima volta ho sentito gli Stones in maniera decente, sarà stata la posizione, non so ma le chitarre si sentivano alla grande e tutto l'insieme è suonato alla perfezione. Pensavo che essendo la seconda serata, si sarebbe perso un po la sorpresa ma mi sbagliavo, già al primo brano mi hanno fregato aprendo con una fantastica get off of my cloud, ma l'emozione è stata veramente tanta, con i tamburi all'inizio hanno messo a dura prova il mio cuore.
Un Mick Jagger più in forma che mai, un Keith Richards che ha fatto dimenticare alcune prove del tour precedente, Charlie come sempre fantastico e un Ronnie rinato e la sua chitarra che finalmente si sentiva.
Taylor non ha bisogno di presentazioni un grande alla chitarra solista che ci ha omaggiati di una grande M.R. e poi ....il grande Bill che non si è esibito in prove spettacolari da buon Rolling Stones. In due parole concerto fantastico !


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MessaggioInviato: 28 dicembre 2012, 1:03
Avatar utenteMessaggi: 1984Località: RomaIscritto il: 8 giugno 2007, 0:58
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MessaggioInviato: 28 dicembre 2012, 1:31
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MessaggioInviato: 28 dicembre 2012, 1:40
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MessaggioInviato: 28 dicembre 2012, 1:44
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questa si vede meglio!


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MessaggioInviato: 28 dicembre 2012, 11:26
Avatar utenteMessaggi: 5576Località: sud MilanoIscritto il: 27 settembre 2006, 18:07
I fans italiani sono sempre i più belli e LORO lo sanno ;)


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MessaggioInviato: 29 dicembre 2012, 19:51
Avatar utenteMessaggi: 3967Iscritto il: 15 giugno 2006, 18:11
recensione da "Jamonline.it"

Rolling Stones

Londra, O2 Arena
25 E 29 NOVEMBRE 2012
Gli Stones resistono. E nelle due serate londinesi puntano tutto sulla musica, senza effetti speciali


Di Marco Rossetti
21 dicembre 2012
Preceduti da una spasmodica quanto incerta attesa e, una volta confermati, da veementi polemiche per la vergognosa politica di vendita dei carissimi biglietti, viene finalmente l’ora dei due concerti per i 50 anni della «greatest rock’n’roll band in the world».
Un mese di prove a Parigi, un paio di secret gigs per poche centinaia di fortunati sempre nella Ville Lumière e Sir Mick e compagni sono pronti per il grande ritorno, dopo cinque anni, sul palco della O2 Arena.

Il kick off del primo concerto, con un leggero ritardo sulla tabella di marcia, è una canzone... dei Beatles, I Wanna Be Your Man, incisa dagli Stones nel 1964, vede sul palco i quattro Stones più i soli Chuck Leavell alle tastiere e Darryl Jones al basso. Si capisce che sarà la musica a catturare interesse e non gli allestimenti quasi circensi ed eccessivi dell’ultimo tour. Chitarre up front, suoni potenti e decisi, spot a seguire i musicisti fanno subito dimenticare le perplessità sulle condizioni della band: gli Stones ci sono, eccome. Il più sorprendente e forse più atteso è Keith Richards e bastano due canzoni per farci capire che, semmai ci fosse stato bisogno di altre conferme, è la sua band. No Keith no Stones. Felino nei movimenti, pochi, spesso di fianco a Charlie Watts, è attento, guardingo, padrone assoluto, un vero dominatore. E che unghiate, che zampate, che ruggiti poderosi fa partire dalla chitarra. Suona come da troppo tempo avevo desiderato sentirlo, da grande e scafato musicista, gigante del blues e del rock’n’roll. E canta pure bene: i suoi due numeri, Before They Make Me Run e la classica Happy, sono molto convincenti in entrambe le serate. Da sottolineare l’attacco poderoso di Midnight Rambler, un’intro di Gimme Shelter che era ora, una Sympathy For The Devil suonata, ehm, da dio, la semplicità e il cuore di Champagne & Reefer, l’autorevolezza dei riff di Honky, Start Me Up, Brown Sugar, Jumpin’ Jack Flash, la potentissima Satisfaction a ribadire che il rock’n’roll passa da lui.

E che dire di Mick Jagger? È sempre Mick Jagger. A quasi 70 anni canta, balla, salta, intrattiene come se il tempo si fosse fermato ai tempi degli esordi, nei pub di Ealing, di Richmond o al Marquee. Sorretto da una band così in palla è libero e sicuro di gigioneggiare, si destreggia agevolmente fra la delicatezza di Wild Horses e Lady Jane e la potenza di Gimme Shelter dove divide il microfono con Mary J. Blige la prima sera e Florence Welch (di Florence & The Machine) la seconda. In due ore e mezza non un attimo di cedimento, sempre a regimi altissimi, mai sopra le righe. Non ce n’è, è il frontman per eccellenza, il migliore. È Mick Jagger. Punto.
Seduto dietro la sua vecchissima batteria Charlie Watts swinga con classe, va di spazzole o pesta deciso le pelli, non perde una battuta, tira “indietro”, a creare quel groove, con Richards, Wood e Jones, rotondo, mai fuori giri, come il motore di una moto vintage che quando l’accendi tuona e prende a girare. Immarcescibile, dal sorriso imperscrutabile, il soprannome Mona Lisa non è a caso, è sempre lì sebbene detesti essere in tour, non molla mai. E Ron Wood, l’eterno new boy, spalla perfetta di tutti, sempre a suo agio, cialtrone quanto basta, concentrato a intessere trame chitarristiche con il sodale Richards, si fa sentire in particolar modo con lo slide di I Wanna Be Your Man e All Down The Line, nella sublime ed eterea Lady Jane suonata acustica, con la lap steel a supporto della Happy di Richards, con la chitarra sitar shaped a contrappuntare il riff di Paint It, Black. Indirizzati a lui gli applausi per You Can’t Always Get What You Want che non fa rimpiangere le eccitanti versioni dei 70s (spettacolare l’intro con il London Choir, proprio come l’originale). È presente anche quando deve lasciare spazio ai chitarristi ospiti, Jeff Beck la prima sera in Goin’ Down ed Eric Clapton la seconda in Champagne & Reefer, con il suono grosso, rotondo e corposo della Les Paul, scelta inusuale per lui, abituati a sentirlo suonare la sua vissuta e sverniciata Stratocaster del ’54. Penso che anche lui abbia preso casa al crocicchio, di fianco a quella dell’amico Richards... Bravi anche i sidemen, Chuck Leavell, direttore musicale aggiunto, e Darryl Jones, in evidenza specialmente su Miss You. I cori sono appannaggio di Bernard Fowler e Lisa Fisher, i fiati di Bobby Keys e Tim Rice.

Sorpresa annunciata la presenza sul palco di Mick Taylor e Bill Wyman, membri storici che hanno contribuito alla leggenda Rolling Stones. Taylor, forse intimorito dal ritrovare sul palco i vecchi compagni, non convince pienamente la prima sera su Midnight Rambler ma, sistemati due dettagli, la seconda sua performance ci riporta indietro a deliziarci con un tocco sopraffino e mai superato. Da pelle d’oca, finalmente. E Bill Wyman, chi lo ammazza? Settantasei primavere, viene chiamato sul palco per It’s Only Rock’n’Roll e Honky Tonk Women. Non è in pigiama stasera, sembra non si sia mai allontanato dalla band, distilla con gran classe poche, semplici note ed eleganti linee di basso a riformare, con Watts, l’altra metà del cielo stonesiano. Che meraviglia.
Tra gli ospiti, Jeff Beck ha rappresentato l’unica nota stonata di due concerti eccezionali: la sua cascata di note a volume esagerato poco aveva a che fare con i suoni della band che l’ospitava, mentre la Blige coraggiosamente si è cimentata in Gimme Shelter per una versione quantomeno particolare. Più in linea sia Eric Clapton, puntuale con l’assolo à la Buddy Guy in Champagne & Reefer, sia Florence Welch, per nulla intimorita nello spalleggiare il divertito Jagger in Gimme Shelter.
Palco perfetto, a richiamare la loro linguaccia, suono ottimo, atmosfera delle grandi occasioni, applausi scroscianti e sorrisi divertiti alla fine. Un grande ritorno, aldilà di ogni più rosea aspettativa. C’erano molti ma e se, eppure una volta saliti sul palco non c’è stato alcun dubbio: sono tornati e non per caso. Avevano qualche cosa ancora da dirci? Forse no, ma ce l’hanno comunque detta a gran voce, sfrontati e irriverenti. Personalmente mi hanno “fregato” un’altra volta, non ci avrei scommesso due lire e invece avrei dovuto puntare grosso. Dopo tutto Tumblin’ Dice l’hanno scritta loro, non io.


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MessaggioInviato: 30 dicembre 2012, 14:51
Avatar utenteMessaggi: 4750Iscritto il: 29 ottobre 2007, 20:25
bel articolo come piace a me...anche lui a quanto pare come me ha visto un grande Keith Richards ( o un'altro concerto ) "Rinato" che ha suonato molto bene ( ma siamo lontani dal 1999 ma non solo keith direi tutti e 4...) altro che non si sentiva, e invece ha tenuto su tutta la baracca per l'ennesima volta musicalmente parlando anche se i suoi movimenti sono ormai lentissimi ma appunto si è concentrato più nel sound...no Keith No Stones c'è poco da fare il Rock'N'Roll e vero passa propio da lui ( poi se per qualcuno fa tutto Ronnie buon per lui)! non sono molto daccordo sulla cascata di note di Jeff Beck a me è piaciuto abbastanza si forse qualche nota in meno ci poteva stare però grande Beck, e meglio ancora Clapton! se il Tour coninua con questo metodo sarebbe molto bello niente fronzoli luna park e cazzate varie ma solo musica speriamo.... <)


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MessaggioInviato: 31 dicembre 2012, 3:30
Avatar utenteMessaggi: 1435Località: bergamoIscritto il: 14 giugno 2006, 17:39
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=EhtDJrPBARs[/youtube]


Profilo YIM
MessaggioInviato: 6 gennaio 2013, 19:50
Avatar utenteMessaggi: 3967Iscritto il: 15 giugno 2006, 18:11
Ho pagato il biglietto! (Rolling Stones alla 02 Arena di Londra)

13 DIC 2012 • DI CHARLIE RAPINO

La sera del 29 novembre ho visto il rock and roll. Un gruppo di quattro persone a cui non può fregare un cazzo di niente, al di là delle fottute leggi e delle regole democratiche. Quattro gringeros a cui probabilmente sarebbe cambiato poco o niente se il pubblico fosse stato altrove. Quattro individui che mi hanno fatto capire il perchè di quello che faccio e perchè lo faccio. Un lead singer che conosce la differenza tra il carisma e la bella voce (conta più il primo): Mick Jagger – che col suo compare Keith Richards parla a malapena nonostante la saggezza che i loro 69 anni suggerisce – si muove come un ventenne, facendo passare per umili comparse tutte le rockstar degli ultimi vent’anni. Non ho MAI pagato per un biglietto di un concerto, per questo ho sborsato una cifra allucinante per entrare alla 02 Arena. E ne vado FIERO! Hanno umiliato qualunque gruppo o popstar a cui è venuto in mente di salire sul palco nei quattro decenni passati, compresi gli U2 (anche se non ci vuole molto). Una manifestazione di superiorità umiliante (per gli altri).

Se i Rolling Stones fossero una macchina sarebbero uno Jaguar E, se fossero un governo avrebbe Giordano Bruno Guerri come primo ministro e Massimo Fini alla cultura. Io e l’Alessandrino gireremmo su macchinoni infiniti circondati da donne bellissime e irraggiungibili. Non esisterebbero le 4X4 e il Mulino Bianco. Mi sono sentito orgoglioso di essere Occidentale, fiero di fare parte della civiltà che ha prodotto Andy Warhol e Carmelo Bene, Lou Reed e Oliviero Toscani. Con quei quattro bastardi maledetti, la musica diventa un fatto culturale, mentre oggi è solo musica. I loro album sono il manifesto della liberazione sessuale. “My Generation” ha fatto la fila per comprare Sticky Fingers, mica per comprare un fottuto telefonino. Dovreste buttare nel cesso l’iPhone e i social network, assieme alle primarie e alle loro (st)renzate, Rosy Bindi, il ’68, gli One Direction, le mamme, i talent show, i giudici dei talent show, le tv al plasma, le lauree, il marketing. Trovatevi un lavoro e compratevi una spider, mettete su Exile On Main Street o i dischi di James Brown, trovate della gnocca e fatevi una trombata. E mettetevi del gel nei capelli. La vita non è così male. E soprattutto buttate nel cesso il telefonino! Il cellulare, quella roba da Repubblica… quella roba da Democrazia.

da http://www.onstageweb.com


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