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MessaggioInviato: 26 settembre 2017, 11:16
Avatar utenteMessaggi: 3960Iscritto il: 15 giugno 2006, 18:11
Scalate, appostamenti e quel secchio d’acqua che Jagger mi lanciò

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Isy, 61 anni, ha seguito i Rolling Stones in tutto il mondo. Il ritratto di Mick firmato da Warhol, cimeli e tanti ricordi

di Rino Bucci


«Se non ce la facciamo da terra, dobbiamo attaccarla dal mare». Allora protessero cineprese e macchine fotografiche alla meglio e, a nuoto, s’intrufolarono dentro villa Nellcote, Costa Azzurra. Nell’estate del 1971 i Rolling Stones scelsero quelle stanze per comporre e registrare “Exile on main steet”. Per i loro fans sfegatati, villa Nellcote era una cattedrale da violare e ce la fecero: con scatti, sorrisi e pacche sulle spalle. «Merito anche di un giardiniere francese che prendemmo alla sprovvista». La vita da fan è questa, anche se vai per i sessanta: zingara e raminga. Ti ricopre con una pennellata di giovinezza. Per un vinile pregiato, un kleenex usato o una foto ti butteresti nel fuoco; a maggior ragione se la tua band – quella che ha scritto “Sympathy for the devil” – ti cresce fra istinti trasgressivi.

La vita di Isy Araf, classe ‘55 da Milano, è piena di aneddoti come l’assalto a villa Nellcote. Tutti hanno una costante: riguardano i Rolling Stones. Che da quando aveva dieci anni fanno da «colonna sonora all’esistenza». Al punto da renderlo un fan d’eccezione, tra i più fedeli e conosciuti in Italia. Si sconfina nel campo della religione, tanto per intendersi. E le prove ci sono: Isy Araf con Lucca arriverà (tra Europa e America) ad aver visto gli Stones per 60 volte, possiede più di 4.000 cd, migliaia di vinili, libri, un ritratto di Mick Jagger firmato da Andy Warhol, amministra il sito più importante nel nostro paese sulla band (Rolling Stones Italia). E tanto per non farsi mancare niente canta da una quindicina d’anni nei Donkeys Forever, cover band indovinate di chi? Dei Rolling Stones. Si esibirà proprio a Lucca il giorno prima di Keith Richards e soci, tanto per scaldargli il pubblico.

Gli incontri che ti cambiano la vita non si programmano. A 12 anni Araf come poteva immaginare che quel suo amico, piazzando “Flowers” sul giradischi, gli avrebbe segnato l’esistenza? «Canzoni bellissime, dolci e piene di rabbia. Ne rimasi folgorato». Erano anni - la fine dei 60’s - in cui tifare gli Stones aveva un connotato pure sociale («non che non amassi i Beatles ma li vedevo costruiti e io ero un trasgressivo»). Qualche mese dopo, Araf ha in tasca il biglietto per il primo concerto degli Stones a Milano: 1 ottobre 1967. «Un trauma. Mia madre, per paura, mi fermò sulla porta e non mi lasciò andare. Dovetti aspettare il 1970». Quell’anno gli Stones tornarono a suonare a Milano. «Ce la feci. Suonavano pomeriggio e sera. Avevo il biglietto per la sera, costava 2.000 lire. Allora mi precipitai al Principe di Savoia nel primo pomeriggio per vederli uscire». Davanti all’ascensore Araf si ritrova Richards e Jagger davanti. «Trovai la forza per chiedere l’autografo. La sera, strepitosi sul palco».

Gli autografi vennero poi persi dalla madre in un trasloco e fu «un altro trauma fortissimo». Araf però ebbe modo di vendicarsi nel ‘73: «Le rubai la Fiat 500 e ce ne andammo a Berna a vedere gli Stones allo Zenith, forse il concerto più bello in assoluto». Di tre in tre: nel ‘76 Araf non si accontenta più di una data. «Li vidi a Parigi per tre sere di fila e la settimana dopo a Nizza». A Parigi, riuscì quasi a portarsi via un cimelio preziosissimo: un secchio di plastica con cui Jagger innaffiava il pubblico: «Mi guardò dritto negli occhi e me lo lanciò addosso». Insieme al secchio piovvero su Araf altre cento persone. E lui lasciò il feticcio per salvarsi.

Arrivano gli anni ‘80 e Araf è sempre lì davanti agli Stones: è l’11 luglio ‘82 quando davanti ai suoi occhi, a Torino, Jagger indovina il pronostico dell’Italia che avrebbe vinto i mondiali. Un paese in delirio. Negli anni ‘90 inizia a seguire gli Stones anche negli Usa con la punta di diamante nel 2002 quando spende 2.500 dollari per 2 biglietti su Ebay per il concerto del gruppo in un piccolo club di New York: «Il sogno della mia vita». E proprio dagli Usa arriva il suo cimelio più prezioso: uno dei dieci ritratti (in 250 copie numerate) che Andy Warhol fece a Mick Jagger. «Lo incrociai per la prima volta in un’asta di Christie’s a Milano nel ‘93, mi consigliarono di offrire 5 milioni di lire e non lo feci, perdendolo». Dopo più di dieci anni, grazie a un amico gallerista trovò un’altra
copia a 13.000 dollari a Los Angeles. «Ora è in casa mia e lo guardo in attesa del prossimo evento. I Rolling Stones sono stati una costante della vita ma se nel ‘67 mi avessero detto che nel 2017 li avrei rivisti a Lucca non ci avrei mai creduto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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MessaggioInviato: 28 settembre 2017, 9:55
Messaggi: 2082Località: trevisoIscritto il: 24 febbraio 2006, 0:28
..leggenda..che emozione!


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MessaggioInviato: 3 ottobre 2017, 16:12
Avatar utenteMessaggi: 4207Località: ladispoliromaitaliaeuropamondoIscritto il: 9 gennaio 2008, 22:17
grandissimo Isy <) <rsi


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MessaggioInviato: 4 ottobre 2017, 14:27
Avatar utenteMessaggi: 1953Iscritto il: 7 marzo 2008, 18:22
Complimenti maestro, riconoscenza ben meritata !! ;)

Jg <)


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