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MessaggioInviato: 11 gennaio 2020, 11:50
Avatar utenteMessaggi: 2025Iscritto il: 20 dicembre 2010, 22:27
Nel 72 sarebbe stato ridicolo continuare a suonare come ai tempi del primo album, e anche loro avvertivano il bisogno di fare altro. Molte volte è proprio una evoluzione dello stile. Ci fu nel 69 e ci fu spontaneamente nel 78.


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MessaggioInviato: 11 gennaio 2020, 19:02
Avatar utenteMessaggi: 583Iscritto il: 8 maggio 2009, 12:30
Concordo con Rosso che lascino stare i fronzoli e si affidino al caro vecchio rock'n roll che non ti tradisce mai.


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MessaggioInviato: 11 gennaio 2020, 19:39
Avatar utenteMessaggi: 4068Località: leccoIscritto il: 18 luglio 2009, 23:29
leeds71 ha scritto:
Nel 72 sarebbe stato ridicolo continuare a suonare come ai tempi del primo album, e anche loro avvertivano il bisogno di fare altro. Molte volte è proprio una evoluzione dello stile. Ci fu nel 69 e ci fu spontaneamente nel 78.

Avevano abbandonato quasi totalmente l'armonica che era uno strumento predominante negli anni 60 nella loro musica e avevano abbandonato ogni tipo di "strumento" che non fosse chitarra, piano, batteria. Non credo sia poca cosa...ma dopotutto gli anni 70 sono stati terreno fertile per il virtuosismo chitarristico che in quegli anni era la "moda", e giustamente gli Stones si sono infilati con grande stile, anche grazie a Mick Taylor, un po come fecero anni prima con la moda psichedelica e a metà dei 70 con il funky-dance-reggae.
La mia non è una critica, anzi la mia è grande ammirazione...sono riusciti negli anni ad adattarsi e adattare la loro musica, coinvolgendo sempre nuove generazioni e fondamentalmente suonando sempre la loro musica.


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MessaggioInviato: 11 gennaio 2020, 20:18
Avatar utenteMessaggi: 2025Iscritto il: 20 dicembre 2010, 22:27
vasco ha scritto:
leeds71 ha scritto:
Nel 72 sarebbe stato ridicolo continuare a suonare come ai tempi del primo album, e anche loro avvertivano il bisogno di fare altro. Molte volte è proprio una evoluzione dello stile. Ci fu nel 69 e ci fu spontaneamente nel 78.

Avevano abbandonato quasi totalmente l'armonica che era uno strumento predominante negli anni 60 nella loro musica e avevano abbandonato ogni tipo di "strumento" che non fosse chitarra, piano, batteria. Non credo sia poca cosa...ma dopotutto gli anni 70 sono stati terreno fertile per il virtuosismo chitarristico che in quegli anni era la "moda", e giustamente gli Stones si sono infilati con grande stile, anche grazie a Mick Taylor, un po come fecero anni prima con la moda psichedelica e a metà dei 70 con il funky-dance-reggae.
La mia non è una critica, anzi la mia è grande ammirazione...sono riusciti negli anni ad adattarsi e adattare la loro musica, coinvolgendo sempre nuove generazioni e fondamentalmente suonando sempre la loro musica.


D'accordissimo Vasco ;)
Analisi impeccabile.
A questo punto speriamo in un buon lavoro con tour associato.


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MessaggioInviato: 12 gennaio 2020, 1:03
Messaggi: 2916Iscritto il: 29 giugno 2007, 9:18
Ruvido, secco, acido, diretto e sanguinante. Questo è il loro prossimo album che sogno. I sogni a volte si avverano.

Rosso57


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MessaggioInviato: 12 gennaio 2020, 12:20
Avatar utenteMessaggi: 583Iscritto il: 8 maggio 2009, 12:30
Ricordo eravamo nel 78 e venivamo da album come B&B molto influenzato dal reggae sebbene di ottima fattura, e da un live Love You Live , un ottimo live ma mixato male secondo me. Eravamo in un periodo dove sembrava che gli Stones avessero smarrito la loro vena creativa. Ma poi esce questa bomba un rock'n roll sparato a raffica un vero tuffo nel passato e senza fronzoli di sorta, e secondo me il miglior album post Exile sto parlando di Some Girls Beh. spero che la cosa si ripeta con questo nuovo album.


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MessaggioInviato: 12 gennaio 2020, 12:50
Avatar utenteMessaggi: 2025Iscritto il: 20 dicembre 2010, 22:27
rosso57 ha scritto:
Ruvido, secco, acido, diretto e sanguinante. Questo è il loro prossimo album che sogno. I sogni a volte si avverano.

Rosso57


Una lametta usata, in pratica.
Scherzo, sono d'accordo con te!


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MessaggioInviato: 20 gennaio 2020, 20:49
Messaggi: 2916Iscritto il: 29 giugno 2007, 9:18
Per darti un'idea Leeds ,dell'album che vorrei, fai conto come fosse una lama che appena la tocchi ti tagli. Quello è l'album che vorrei.

Rosso57


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MessaggioInviato: 26 maggio 2020, 19:46
Messaggi: 2916Iscritto il: 29 giugno 2007, 9:18
Stanotte ho sognato che usciva il nuovo album degli Stones. Un concentrato di rock'n roll e blues alla Keef , senza pietà. Poi bevendo il caffè ho pensato con amarezza che era solo un sogno. Purtroppo.

Rosso57


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MessaggioInviato: 27 maggio 2020, 12:08
Avatar utenteMessaggi: 4068Località: leccoIscritto il: 18 luglio 2009, 23:29
rosso57 ha scritto:
Per darti un'idea Leeds ,dell'album che vorrei, fai conto come fosse una lama che appena la tocchi ti tagli. Quello è l'album che vorrei.

Rosso57

In pratica un album patetico :roll:


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MessaggioInviato: 29 maggio 2020, 14:35
Avatar utenteMessaggi: 583Iscritto il: 8 maggio 2009, 12:30
rosso57 ha scritto:
Stanotte ho sognato che usciva il nuovo album degli Stones. Un concentrato di rock'n roll e blues alla Keef , senza pietà.

Rosso57


Temo purtroppo che quell'album non lo vedremo Certo dipendesse da Keith la cosa si potrebbe concretizzare ma sappiamo che e' Mick colui che traccia la rotta da seguire almeno negli ultimi tempi.
Jagger non e' solo un grande performer ma anche un grande manager sia di se stesso che del gruppo una persona dotata di un intelligenza che difficilmente si riscontra in altri artisti. Sa valutare e cogliere i cambiamenti e le tendenze del panorama musicale e adattarsi ad essi con grande abilita' e queste sono tutte doti che gli vanno riconosciute. Anche se molti fans me compreso preferiremmo pensasse piu alla musica e meno al business. Oggi il rock in generale si trova in uno stato di stand by oggi siamo nell'era dei talent show che imperversano in tutto il mondo e la musica sta vivendo una fase soft anziche' hard. Il rock probabilmente tornera' ma non in tempi brevi e questo Jagger lo sa per questo temo che il tanto desiderato album di quelli che spaccano non lo vedremo. Si magari uno o due pezzi di rock'n roll ce li metteranno giusto per darci il contentino ma non possiamo sperare di piu. Ovviamente spero di sbagliarmi


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MessaggioInviato: 7 giugno 2020, 19:29
Messaggi: 2916Iscritto il: 29 giugno 2007, 9:18
Metto questa intervista interessante a Little Steven . Fa riflettere.

Rosso57 <)

Little Steven: «I Rolling Stones non suonavano bene all’inizio, e questa cosa mi piaceva»
Il 7 giugno 1963 la band inglese pubblicava il primo singolo, 'Come On'. Il chitarrista della E Street Band racconta la rivoluzione di Jagger, Jones e Richards, e l'importanza di non scendere mai a compromessi
Di Little Steven


I Rolling Stones nei primi anni '60
Foto: John Hoppy Hopkins/Redferns
I Rolling Stones sono la mia vita. Se non fosse per loro, non sarei mai stato uno dei Soprano. Li ho visti per la prima volta in tv, su The Hollywood Palace. Nel 1964 i Beatles erano perfetti: i capelli, le armonie, i vestiti. Si inchinavano tutti contemporaneamente. La loro musica era straordinariamente sofisticata. Tutto quello che facevano era eccitante ma alieno, distante nella sua perfezione. Anche gli Stones erano alieni ed eccitanti. Nel loro caso, però, il messaggio era: «Forse puoi farlo anche tu».

I capelli erano in disordine. Le armonie un po’ stonate. E non mi pare sorridessero granché. Avevano l’atteggiamento tipico dell’r&b: «Non siamo nello show business, questa non è musica pop». La voce di Mick Jagger era sensuale. Non era sesso pop, in cui ci si stringe la mano e si fa il gioco della bottiglia. Era roba seria. Jagger aveva lo stile colloquiale del bluesman, una sorta di quasi-cantato. Far passare quella voce nelle radio pop è stata una svolta per il rock’n’roll. Ha aperto la porta per tutti gli altri. All’improvviso Eric Clapton e Van Morrison non erano più così strani, figuriamoci Bob Dylan.
Era una cosa unica: un cantante bianco suonava come i neri. Anche Elvis l’ha fatto. Ma dopo di lui c’è Jagger. Nessun altro. I bianchi cantavano fermi sul palco, come i Beatles. Le caratteristiche che associamo ai performer neri vengono dal loro modo di stare in chiesa, si lasciano trasportare dallo spirito e si muovono, non pensano alle restrizioni sociali e non sentono alcuna forma di imbarazzo o umiliazione. Perdono il controllo. Mick Jagger comunicava la stessa cosa.
All’inizio, gli Stones erano la band di Brian Jones. Ha scelto lui il nome. Faceva anche il manager – trovava i concerti e scriveva ai giornali che pubblicavano recensioni negative –, era aggressivo e la band era una sua creatura. Anche la tradizione veniva da lui. Usava uno pseudonimo blues, Elmo Lewis, e suonava la chitarra col bottleneck. Poi, in album come Aftermath, ha suonato di tutto: dulcimer, harpsichord, sitar. Era creativo, fondamentale. Se c’è un personaggio sottovalutato nella storia degli Stones è lui.
Anche Keith Richards viene dato per scontato, relegato al ruolo di chitarrista ritmico. In realtà, i suoi assolo erano grandiosi: Sympathy for the Devil, It’s All Over Now. E ovviamente anche i riff: Satisfaction, certo, e The Last Time, che gli Stones consideravano la prima canzone seria scritta da loro. Honky Tonk Women ha un solo accordo. Poi ha iniziato a sperimentare con le accordature aperte. Ci sono strutture armoniche perfette per queste accordature – chiamiamolo effetto Gimme Shelter –, accordi sospesi ritmici e melodici allo stesso tempo. Nella E Street Band suono la chitarra ritmica con lo stile di Keith. Chiunque suoni rock’n’roll fa lo stesso.
Bill Wyman e Charlie Watts conoscevano lo swing meglio di qualsiasi altra sezione ritmica del rock, ed è così ancora oggi. Adesso è una cosa del passato, ma all’epoca il rock’n’roll era musica su cui ballare. È facile immaginare quanto fosse divertente una serata allo Station Hotel di Londra nel 1963: la gente impazziva, gli Stones erano fuori di testa come in un blues club del South Side di Chicago. Basta ascoltare la musica per immaginarlo.
Le nuove generazioni, adesso, conoscono i Rolling Stones solo come icone. Vorrei che ascoltassero i loro primi quattro album, possibilmente l’edizione americana: England’s Newest Hitmakers, 12×5, Now! e Out of Our Heads. La lezione successiva è tutta nella seconda grandiosa era della band: Beggars Banquet, Let It Bleed, Sticky Fingers ed Exile on Main Street. È la serie di album migliore della storia, ed è arrivata in solo tre anni e mezzo.
Ci sono tanti motivi per pensare che gli Stones suonino meglio ora che negli anni ’60. Non erano granché nei primi anni, e questa cosa mi piaceva molto. Tecnicamente non sono mai stati particolarmente bravi. Il problema è che la loro potenza arriva dai primi 12 album. Hanno scritto altre grandi canzoni dopo il ’72, ma solo una manciata. Se facessero grandi dischi e suonassero come suonano adesso, sarebbero davvero grandiosi, no?
Dal vivo riescono comunque a trasmettere quella forza originale. C’è ancora molto da imparare dagli Stones: come scrivere grandi canzoni, come restare in forma e dare tutto ogni sera. Bisogna vivere a lungo per essere come Mick Jagger, forse dieci volte in più di quanto ha vissuto lui. È incredibile che sia ancora qui. Non sono tante le persone con quella specie di invulnerabilità, ma vi sconsiglio comunque di imitarlo. Diciamo la verità: troppa droga non fa scrivere belle canzoni. D’altra parte, è ancora on the road, suona, e sono passati 50 anni. Molte band non durano quattro anni, figuriamoci mezzo secolo. I Rolling Stones dimostrano che se rimani fedele alle tue idee e scendi a compromessi con le mode, puoi andare avanti all’infinito.


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MessaggioInviato: 8 luglio 2020, 22:33
Messaggi: 2916Iscritto il: 29 giugno 2007, 9:18
Domani pubblicano Criss Cross. Io l'ho saputo ora. Pare abbia a che fare con la già criss cross man....a quanto pare. Staremo a sentire.

Rosso57


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MessaggioInviato: 9 luglio 2020, 9:28
Messaggi: 195Località: AcirealeIscritto il: 3 giugno 2010, 22:53
Speriamo sia diversa da Criss Cross Man, che non era gran che.


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MessaggioInviato: 10 luglio 2020, 15:03
Avatar utenteMessaggi: 4068Località: leccoIscritto il: 18 luglio 2009, 23:29
...intanto Mick è in Italia in Toscana... :D


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