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Indice  ~  Generale  ~  Miglior album in studio

MessaggioInviato: 14 gennaio 2013, 23:12
Avatar utenteMessaggi: 47Iscritto il: 6 aprile 2012, 4:25
Ora che mi viene in mente, è verissimo che dei lavori degli anni 60 non si parla quasi mai, nonostante i grandi singoli usciti, ma penso sia abbastanza giusto per una serie di motivi. In quegli anni con Brian gli Stones erano ancora indecisi fra i primi pezzi composti da loro, influenzati dagli anni passati a dare una loro versione del Blues di Chicago, con tante cover, e una sorta di psichedelia secondo me ottima, influenzata dai tempi. Tutta questa musica però non si può neanche paragonare con quello che hanno fatto nel 68-72, perché li iniziarono a far sentire a tutti la musica "alla Stones", la musica per cui tutti li identificano, musica talmente bella, al di là dei gusti, e conosciuta che ha costretto a un generale ridimensionamento di tutti quegli album precedenti. Basti pensare a Their Satanic... un album "che porta la band a un livello superiore" per i critici del periodo, maldestro tentativo di imitare i Beatles oggi. Poi uno può non essere d'accordo ma la considerazione generale è questa, e nello stesso Aftermath è evidente il passo indietro rispetto ai dischi usciti solo 2 anni dopo, ma a mio avviso invecchiati 1000 volte meglio. In questi dischi poi, le canzoni erano brani fatti in studio per essere ascoltati e basta, dopo è evidente come i brani siano stati strutturati apposta per essere adattati in live, e sarà così per tutti gli anni 70, motivo per il quale preferisco un Some Girls a un Aftermath (Ma non Paint It Black a Beast Of Burden!). Poi chiaro che va a gusti, ma essendo gli Stones una delle più grandi live bands di sempre, mi sembra ovvio essere portati a preferire i dischi che in studio rispecchiano la loro dimensione live. Sticky Fingers è il miglior compromesso tra il fare un album in studio e il fare un album come pretesto per andare in live. Subito dopo Beggars nella mia classifica.


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MessaggioInviato: 14 gennaio 2013, 23:55
Avatar utenteMessaggi: 2735Località: ROMAIscritto il: 1 luglio 2007, 12:08
Ciao Gabrillo, non vorrei contraddirti, siamo liberi di pensarla come vogliamo, ma penso che Aftermath e’ un grandissimo disco; guarda che secondo me forse tra i piu’ bei dischi di tutti i tempi e te lo dice uno di quelli che lo ha ascoltato per anni con una acustica terribile e non stereo ma mono.
Poi abbiamo fatto tutti l’errore di non inquadrare i titoli citati nel giusto periodo storico in cui sono stati concepiti e incisi.
Aftermath e’ del 1966…questo basta per renderlo, relativamente per quegli anni, un capolavoro unico e diro’ ancora una cosa e voglio ribadirlo: ascoltarlo dopo 47 anni e’ ancora un grandissimo disco.
Per molti e’ forse tra i capolavori degli anni 60’, un “ diamante “ che il tempo ha reso piu’ brillante.

PRODIGALSON


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MessaggioInviato: 15 gennaio 2013, 0:13
Avatar utenteMessaggi: 4750Iscritto il: 29 ottobre 2007, 20:25
per me Aftermath è un capolavoro assoluto periodo Brian, ed è annche vero che era il 1966 quindi a maggior ragione, ma ciò non toglie ovviamente a mio gusto e parere le miglior cose sono venute dopo appunto 68/72 di quì non mi schiodo!!!


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MessaggioInviato: 15 gennaio 2013, 0:24
Messaggi: 4057Località: SALERNOIscritto il: 5 maggio 2008, 23:29
...Se proprio vogliamo giocare a fare per forza le classifiche,per me le composizioni dei Rolling anni '60, cioè quelli con Brian Jones, per fantasia, originalità e innovazione sono addirittura superiori a quelle degli anni '70, e badate bene, io a differenza di molti, non suddivido 1962-1967 e 1968-1972, ma i Rolling con Brian, ovvero tutti i '60, e quelli senza, cioè i '70.Dal '70 in poi le composizioni, il suono, si sono affrancati a tutta quella che era la produzione e il sound in voga all'epoca, una sorta di Rock-Blues di stampo tipicamente chitarristico ad altissimo livello e ci mancherebbe altro, a differenza del sound anni '60 con Brian che inventava di volta in volta il flauto di "Ruby Tuesday", il sitar di "Paint it black", la slide di "No expectations", il dulcimer di "Lady Jane" e via dicendo.Ascoltate alcune trovate, alcune sperimentazioni anche vocali, come l'inizio del cantato di "Take it or leave it" su "Aftermath" dove il cantato e' in varie tonalità quasi a voler acchiappare la nota sfuggente, ascolate attentamente gli archi di "She's a rainbow" o composizioni così intense e struggenti come "Play with fire" o "Blue turns to grey", le magistrali "Back street girl" e "Sittin' on a fence", tutte, e dico tutte hanno una marcia in più, una fantasia, un'originalità che trascende i generi, un marchio di fabbrica impresso a fuoco che ha cambiato un'epoca ed e' diventato leggenda.Probabilmente a livello di album sono piu' unitari, meglio assemblati quelli successivi, ma bisogna per forza di cose fare i conti col fatto che fino almeno al 1965/66, quel che contava per gli artisti e per i fruitori di musica erano i 45 giri, i singoli e non il formato LP che ha iniziato a prendere via via sempre più importanza nella seconda metà dei '60.Col senno di poi potrei dire che se il 33 giri avesse avuto già il suo "status", lavori come "Between the buttons" e "Out of our heads" sarebbero stati curati ancor meglio di come e' stato fatto, "Aftermath" sarebbe un disco ancor piu' epocale (ammesso che non lo sia già così com'è...) e forse il solo "Satanic" sarebbe rimasto così com'è perchè trattasi di uno splendido caleidoscopio, ritratto a colori di un epoca unica ed irripetibile, pazza e spensierata, un libro che rischia di inghiottirti e catapultarti nel "Paese delle meraviglie" assieme al bianconiglio e al cappellaio matto...I singoli, tutti i singoli dei '60, possiedono una forza immaginifica, una potenza ancestrale e devastante, ma avete mai pensato a quanti capolavori e in così poco tempo hanno sfornato Lorsignori negli anni '60?!?"Heart of stone","The last time","Satisfaction","Get off of my cloud","19th nervous breakdown","Lady Jane","Paint it black","Have you seen your mother""Let's spend the night together","Ruby tuesday","We love you","She's a rainbow","Jumpin' Jack flash","Street fighting man" e "Honky tonk Woman" il tutto in 4 anni e mezzo!!!E vogliamo parlare delle gemme nascoste di "Play with fire", "Back street girl", "Sittin' on a fence", "Mother's little helper", "Blue turns to grey", "She smiled sweetly", "Who's been sleeping here", "Cool,calm & collected", "Complicated", "Citadel", "2000 Man", "Gomper", "Dandelion"...Devo continuare?!?


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MessaggioInviato: 15 gennaio 2013, 1:29
Avatar utenteMessaggi: 47Iscritto il: 6 aprile 2012, 4:25
Ma assolutamente, infatti il mio discorso era relativo agli album, è indiscutibile che i singoli tirati fuori in quegli anni siano bellissimi, e alcune b sides delle gemme nascoste, e potrebbe avere ragione qualcuno, non ricordo chi, che ha definito il miglior disco degli Stones la raccolta in 3 CD "The London Years". Secondo me la "magia" in tutte quelle canzoni da te citate è presente a livello di arrangiamenti più che nelle canzoni in se. Fatta da un'altra Band, non penso che Ruby Tuesday sarebbe arrivata ai giorni nostri bella com'è oggi. Ma si tratta appunto di arrangiamenti, di lavoro in studio, quello che gli Stones a partire dal 68 hanno preferito sostituire con la ricerca a tratti riuscitissima di incidere un live su disco... ma fatto in studio. Suonare e basta, o dare l'impressione che sia così, perché in Beggars Banquet il lavoro sul sound fatto da Keith e Jimmy Miller è stato faticoso e frutto di molti tentativi, e se c'è una forza di quel disco è proprio il suo sound, che rende delle chitarre acustiche affilate e "arrugginite" come lame. Questo "cambio" perché? Perché era in sede live che gli Stones diventavano la più grande rock band al mondo, e di trasmettere sul disco questa caratteristica si tentò di farlo agli inizi, quando facevano, e bene, quasi tutte cover, e appunto dal 68. Il Flauto in Ruby Tuesday, I vari Sitar, Under My Thumb ecc ecc, sono tano figlie dell'arte di Brian quanto delle tendenze musicali del tempo. Era il modo di fare musica negli anni 60. Il Sitar non l'hanno certo introdotto gli Stones. C'era un'atteggiamento più sperimentale anche se si trattava di fare pezzi pop al tempo. La forza degli Stones, il motivo per cui ancora oggi sono ascoltati da nuovi fan, per cui sono sopravvissuti, a differenza di troppi loro contemporanei, agli anni 60, e alla morte di Jones, è stato il rompere con quel periodo con Jumpin' Jack Flash, dimostrando comunque di aver imparato qualcosa, con la B Side Child Of The Moon, che fonde perfettamente il sound del "vecchio" e nuovo corso. Con questo non voglio dire che tutte quelle canzoni nominate qualche post fa non mi piacciono anzi! Ma penso che se gli album fino a Their Satanic, e molti singoli, sono dei monumenti al loro tempo, i 4 Album dal 68 al 72 e non solo, sono Pietre Miliari della stodia della musica efficaci ancora adesso. Stray Cat Blues sono urla nelle tempie oggi come allora, e YCAGWYW potrebbe benissimo essere stata registrata ieri. Mi piace praticamente qualunque cosa fatta dagli Stones, ma quelli veri, quelli che riuscirono a superare i loro maestri, iniziano con Jumpin' Jack Flash. Riguardo all'invecchiare meglio dei brani, Satisfaction è famosa per aver rotto gli schemi col modo di fare un singolo di successo. Per quanto il suo messaggio sia ancora valido, il suo lato "contro" è appunto conseguenza del tempo in cui è nata. Una Satisfaction scritta oggi non farebbe alcuno scalpore, sarebbe un brano Punk probabilmente. Una Street Fightning Man la si potrebbe scrivere oggi che avrebbe lo stesso mordente e attualità. Opinione personale. E ora vado a ascoltare musica, senza farci troppi ragionamenti sopra, che è alla fine molto meglio.


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MessaggioInviato: 15 gennaio 2013, 2:52
Messaggi: 4057Località: SALERNOIscritto il: 5 maggio 2008, 23:29
...Lo scrissi io, e lo riscrivo senza alcun ombra di dubbio: "The London years - singles collection 1963-71" resta il mio disco preferito dei Rolling in assoluto!(Se poi ci limitiamo agli album di inediti allora "Let it bleed" davanti di un nulla a "Sticky"...)
Le canzoni dei sixties erano bellissime, non solo gli arrangiamenti e i brani che ti ho citati, singoli e non, sono a prescindere dei capolavori di: musica, testi, virtuosismi strumentali, vocali ed anche arrangiamenti.
Sicuramente e' piu' "facile" suonare live i pezzi dei '70, vengono "meglio", ma ciò lo trovo piuttosto un "complimento" ai pezzi dei '60, un inno alla loro "complesssità" e varietà...
Che i pezzi dei '60 risultino datati, beh, secondo me non si possono amare veramente i Rolling se non si amano i Rolling dei '60 perchè essi ne rappresentano il cuore e l'anima stessa, poi personalmente basta che chiudo gli occhi e ascolto "She's a rainbow" o "Back street girl" o decine di altri pezzi che ho citato prima e sono...In Paradiso; con tutto il rispetto e la comprensione di questo mondo trovo alquanto difficile e curioso che ci possano essere appassionati dei Rolling o anche normali appassionati e conoscitori di musica che pensino alla produzione musicale anni '60 dei Rolling come ad una musica di serie B...@Gabrillo(Ho capito che non la ritieni tale ma mi e' parso di capire che per qualcuno sia così, degustibus per carità, però...)


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MessaggioInviato: 15 gennaio 2013, 14:09
Avatar utenteMessaggi: 4750Iscritto il: 29 ottobre 2007, 20:25
ti sbagli mailexile nessuno pensa che il 60 o almeno io periodo Brian sia di serie B ma nemmeno sono daccordo con te che sia quasi migliore del periodo dopo e in particolare 68/72 questa non te la lascio passare! e vero che la fantasia di Brian ha fatto fare delle cose meravigliose e ha dato dei tocchi meravigliosi a pezzi da te citati che son dei capolavori ma non ferrmiamoci qui che comunque cera pur sempre Mick e Keith a comporre le canzoni, e poi prima di aftertmath erano solo cover o quasi ben fatte ben arrangiate ma di cover si tratta eccetto alcuni meravigliosi brani scritti da loro..ma vuoi mettere Beggars Banquet, Let it Bleed, o meglio ancora Sticky Fingers un disco troppo avanti e attualissimo ancor oggi e di più di altri dischi che arrivano dopo sempre dei Rolling che stancano quasi subito altro che freschezza, e l'altro capolavoro Exile che racchiude tutto il profumo e il sound sporco Stones targato Richards mi dispiace ma siamo in un'altro pianeta rispetto i precedenti periodo Brian questa è una mia opinione naturalmente...poi io non credo che sia più difficile suonare dei pezzi anni sessanta o più facile suonare pezzi dopo anni sessanta, ma penso che sia solo una loro politica e nient'altro perchè abbiamo visto lady jane che è venuta non male dal vivo ma potrei citarne altre del periodo brian suonate dal vivo e venute bene nei ultimi anni a differenza magari di alcuni brani periodo Taylor non propio venute bene dal vivo pensa solo a sway per dirne una fa pena come l'anno eseguita dal vivo di recente....e comunque scrivi di meno cazzo!!! comunque sono daccordo ogni periodo ha una storia nei Rolling ma va anche analizzato con cura.... :cool:


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MessaggioInviato: 16 gennaio 2013, 12:41
Avatar utenteMessaggi: 54Iscritto il: 18 maggio 2010, 19:28
Miglior album in studio..LET IT BLEED.

Perfetto...blues..ballate..country rock...rock puro..grandi assolo..testi fine sixties appropriatissimi....copertina geniale...!!!


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MessaggioInviato: 24 gennaio 2013, 17:52
Avatar utenteMessaggi: 1976Località: RomaIscritto il: 8 giugno 2007, 0:58
Let It Bleed


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MessaggioInviato: 24 gennaio 2013, 22:27
Messaggi: 2Iscritto il: 24 gennaio 2013, 22:11
Prendiamo ad esempio M.R. La versione in studio non e' che sia granche' tutto sommato Ma dal vivo il pezzo sprigiona tutta la sua potenza con quei riff e quegli assoli che ti mandano in estasi.



Midnight Rambler (original studio version) e mia canzone preferita da tutti i tempi. Dovevo difenderla :D Detto questo, live e anche un mostro, specie nei tour 1972 e 1973.

Album preferito per me: Exile. Non mi stanco mai, posso ascoltare l'album ogni giorno.

<) <tele <)


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MessaggioInviato: 31 gennaio 2013, 0:55
Avatar utenteMessaggi: 4075Località: varazzeIscritto il: 18 settembre 2006, 13:04
Così per curiosità, ho appena letto una classifica di dieci dischi da salvare, la solita zuppa, di una redazione, e il disco degli stones più citato è "beggar's banquet", laddove "exile" ha una sola presenza.

Strano, perché di solito tra i rocchettari non prettamente stoniani exile è l'album più citato, anche perché (al di là del valore indubbio), "fa più figo" citarlo, ovvero è più cool (anche nell'underground) proprio perché disco sui generis e quindi molto al di fuori dei tempi e delle mode.

Che sia veramente il banchetto del mendicante il disco migliore? (io ammetto che ho risposto "let it bleed" per gradimento personale, non volendo necessariamente essere obbiettivo).

Però senza Beggar's Banquet forse non sarebbero nati i Rolling Stones veri e propri, certo che Between the Buttons o Aftermath sono grandi disch anche a livello compositivo, ma non si distaccano moltissimo da quello che potevano fare (o avere fatto) kinks, beatles o who (ovvero il miglior beat anni 60, con tutta la sua creatività, capacità di intersecare i generi e di rompere gli schemi) mentre la miscela esplosiva di country, roots, blues e rock'n'roll e forse quasi punk ante litteram che ha dato poi origine ad almeno tre capolavori seguenti è proprio il disco del 68, dopo che Satanic aveva rischiato di impantanarli.

Eh?!


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MessaggioInviato: 31 gennaio 2013, 2:08
Messaggi: 4057Località: SALERNOIscritto il: 5 maggio 2008, 23:29
...Non dimentichiamo un fattore a mio parere fondamentale per un giudizio obiettivo degli album dei Rolling nei '60 e subito dopo e cioè il fatto che fino almeno al '67 mese piu' mese meno, l'LP ovvero il 33 giri, veniva ancora considerato "subalterno" al 45 giri...Cioè, l'album in sè non era ancora visto come un'opera "compiuta" con una propria dignità artistica e concettuale, ma solo una raccolta di 3-4 Hits e il resto dei riempitivi che giustificassero il formato...Quindi a livello globale, non c'era proprio quella ricerca, quell'"impegno" per far si che un album a quell'epoca risultasse un'opera d'arte o comunque un qualcosa che brillasse di luce propria, se no pensaci bene Zac, ma sai cosa sarebbe potuto diventare "Aftermath" o anche "Between the buttons" o "Out of our heads", e sai che album con insieme negli stessi solchi una decina dei pezzi poi apparsi sui 45 giri dell'epoca!?!Fare dei paragoni veri e propri e' improponibile tra le varie "ere", ma dire che i Rolling con Brian erano tanto "stellari" quanto quelli a cavallo tra i '60 e i '70 non mi sembra una bestemmia, anzi...


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MessaggioInviato: 31 gennaio 2013, 2:18
Avatar utenteMessaggi: 4075Località: varazzeIscritto il: 18 settembre 2006, 13:04
No no, mailexile, quello che dici è giustissimo, ma anche parlando di singoli brani credo che la pasta sia comunque diversa, mi pare che quello che si sente su "sympathy" e "stray cat blues", ma anche su "prodigal son" e "street fighting man" non soltanto rappresenti una vera e propria rottura, rispetto al presente prossimo (degli stones e di quello che c'era intorno) ma costituisca anche la vera base - pur coi debiti verso i trascorsi, come è naturale - dei capolavori a venire.


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MessaggioInviato: 1 febbraio 2013, 6:53
Avatar utenteMessaggi: 3924Località: leccoIscritto il: 18 luglio 2009, 23:29
La mia opinione è che gli anni 60 sono stati gli anni più creativi della band, ogni brano o quasi un'opera d'arte, pensa che c'è chi crede che i veri Stones siano solo quelli degli anni 60, io non sono così drastico, amo addirittura Emotional rescue, ma sicuramente quegli anni sono stati magici per gli Stones. Con Sticky Fingers cambia tutto e si sente ! Continueranno a fare grandi dischi con qualche capolavoto, ma di Paint it black se ne fa solo una !


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MessaggioInviato: 1 febbraio 2013, 16:52
Messaggi: 479Iscritto il: 12 giugno 2012, 18:28
The best Exile e Sticky


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